MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (11/10/05)

11 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – USA: la giornata di festività ieri ha interessato i soli mercati obbligazionari mentre invece sono rimasti aperti i mercati azionari che hanno registrato movimenti significativi, in particolare nel comparto auto. General Motors ha chiuso perdendo circa il 10% penalizzata dalla richiesta (lo scorso venerdì) di amministrazione controllata (capitolo 11) da parte di Delphi, uno dei maggiori fornitori di componentistica auto negli Usa. L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha proceduto ieri ad un’ennesima riduzione del rating di Gm (da BB a BB-) in seguito alle possibili ripercussioni su Gm della vicenda Delphi, mantenendo l’outlook negativo.

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La stessa Gm ha confermato di avere in essere un accordo con Delphi per la copertura di alcuni degli obblighi previdenziali di quest’ultima, il cui costo per Gm potrebbe arrivare fino ad 11Mld$. S&P ha però mantenuto invariato il rating di GMAC, l’unità finanziaria (quest’ultima profittevole) di Gm. L’indice S&P500 si è riportato ai minimi degli ultimi 5 mesi, in seguito anche a dati trimestrali non favorevoli nel settore dei computers, innestando i timori di una “stagione delle trimestrali” meno brillante del previsto.

Europa: in accelerazione la produzione industriale francese che ad agosto è cresciuta dello 0,7% m/m. Il dato comunque rappresenta ancora un incremento molto modesto dopo la brusca flessione di luglio. I dati relativi alla bilancia commerciale di agosto hanno registrato un calo del saldo passato a 11.6 Mld € dai 14,5 di luglio. In disaggregato è emerso un incremento delle esportazioni del 3,5% m/m su base destagionalizzata, il rialzo più intenso da gennaio, che è stato più che compensato dall’incremento delle importazioni (+6% m/m).

Sempre in Germania i conservatori e l’SPD hanno raggiunto un accordo per l’elezione della Merkel a cancelliere. Al partito Social Democratico andranno i ministeri degli esteri, finanze, lavoro, giustizia, salute, trasporti e sviluppo. Dettagli più precisi sul programma di governo dovrebbero giungere entro il 12 novembre. Sebbene il ministero dell’economia rimanga alla Cdu-Csu, il timore è che la grande coalizione annacqui quelle che erano state le promesse della Merkel in campagna elettorale soprattutto per quel che riguarda la riforma del sistema fiscale.

Asia-Pacifico: dopo la chiusura di ieri per festività nazionale, oggi la borsa di Tokio ha incorporato sia il dato statunitense di venerdì sia le buone notizie dal fronte macroeconomico interno con un balzo dell’indice azionario Nikkei 225 del 2,49% (dopo aver registrato cali nelle precedenti tre sedute), nonostante la chiusura negativa di Wall Street di lunedì, con lo Yen che ha comunque patito la generale forza del Dollaro, venendo scambiato intorno a quota 114,2 stamattina. In grande spolvero i titoli bancari e quelli assicurativi, con i relativi sottoindici dell’indice generale Topix in rialzo del 5,45% e del 4,34% rispettivamente, sull’onda della convinzione della sostenibilità dell’espansione economica nipponica, tra mercato del lavoro USA più resiliente del previsto ed ordinativi privati di macchinari core in Giappone, in agosto, aumentati di ben l’8,2% sul mese, su base destagionalizzata, ben oltre le più rosee aspettative, portando l’aumento tendenziale annuo a +13,4%.

Quest’ultimo dato, benché volatile, è molto seguito, in quanto discreto anticipatore della spesa in capitale fisso delle imprese da sei a nove mesi nel futuro, con l’ultima rilevazione che lascia quindi intendere come le aziende del Sol Levante non abbiano intenzione di far venire meno la spinta propulsiva della propria domanda nei prossimi trimestri, nel corso di un generale processo di sostituzione di capitale obsoleto. Oggi è stato anche il giorno dell’approvazione da parte della camera bassa del parlamento nipponico dei provvedimenti per la privatizzazione del sistema postale, con l’approvazione da parte della camera alta attesa entro la fine del mese, e con l’alta probabilità che Koizumi proceda ad un rimpasto di governo agli inizi di novembre, processo dal quale si potrebbero trarre segni per individuare il successore dell’attuale primo ministro. Sempre in Giappone, per domani è prevista la mensile decisione del comitato di politica monetaria della Banca del Giappone, così come la pubblicazione della Bank’s View sulle condizioni economiche e finanziarie dell’arcipelago, nonché la pubblicazione dell’indice della fiducia dei consumatori, in settembre. La Banca di Corea, a fronte dei buoni segni di ripresa dell’economia e di qualche pressione inflazionistica, ha innalzato il tasso ufficiale di interesse overnight di 25 punti base.

Commodity: dopo aver chiuso pressoché invariate, in mattinata le quotazioni petrolifere sono tornale a salire sui timori che l’arrivo di una stagione invernale particolarmente fredda possa ridurre drasticamente le scorte di distillati. Queste ultime, che comprendono il gasolio da riscaldamento, nelle ultime settimane sono scese posizionandosi sotto la media di periodo. Tra le altre materie prime sale il comparto delle soft commodity (+1,53%), grano (+0,62%) e metalli industriali (+0,13%), mentre il rafforzamento del dollaro ha penalizzato i metalli preziosi (-0,08%).

A cura di A. Cesarano (Responsabile Research and Strategy), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C. Pace (Economista).