Società

MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (10/2/05)

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USA: continua il dibattito sulla possibilità che la Fed possa modificare l’approccio graduale di politica monetaria. Ieri un articolo apparso sul WSJ online ha riportato un’intervista a Guynn, membro votante della Fed, secondo cui potrebbe essere apportate modifiche al comunicato successivo al Fomc. La dichiarazione è stata oggetto di due opposte interpretazioni, suggerendo la possibilità tanto di un’accelerazione quanto di un rallentamento del processo di rialzo dei tassi. Successivamente Geithner, altro membro votante della Fed, ha dichiarato che la politica monetaria seguirà l’andamento dell’economia.

Al momento non riteniamo che vi sarà una modifica dell’approccio graduale fin qui seguito dalla Fed. Piuttosto, laddove nel secondo semestre dovesse essere più evidente la fase di rallentamento dell’economia Usa, si potrebbe ipotizzare un arresto della fase di rialzo dei tassi nella seconda parte dell’anno. Sui mercati obbligazionari continua il forte flusso in acquisto con il decennale posizionatosi nuovamente al di sotto del 4%, per la prima volta dal mese di ottobre 2004. L’asta sul 5 anni ha evidenziato un buon rapporto di copertura dell’offerta con una quota sottoscritta dagli indirect bidders pari al 45,4%.

Oggi è atteso il dato sulla bilancia commerciale di dicembre. Dopo l’annuncio da parte dell’ufficio di statistica canadese di aver sottostimato le importazioni dagli Usa per 1,31Mld$, è attesa una revisione al ribasso del deficit di novembre. Sui mercati azionari ha pesato la performance negativa di Cisco che ha chiuso con una perdita superiore al 3%.

Europa: le dichiarazioni rilasciate ieri da Liebscher, membro votante della Bce, hanno confermato l’ipotesi di una banca centrale ancora molto cauta in materia di rialzo dei tassi di interesse. Liebscher ha infatti ribadito come attualmente non c’è alcuna necessità di una manovra restrittiva dal momento che la continua debolezza del mercato del lavoro aiuta a calmierare le spinte sui prezzi che giungono dai rialzi dei prezzi del settore immobiliare.

Secondo Liebscher non ci sono infatti pericoli reali di spinte inflative, allontanando l’ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della banca centrale. Oggi giungeranno ulteriori informazioni circa la situazione macroeconomica in area Euro e le prossime mosse di politica monetaria dal bollettino di febbraio della Bce. Le attese sono per una conferma di un’inflazione sottocontrollo ed una crescita modesta, anche se potrebbe essere fatto nuovamente riferimento alle possibili tensioni sui prezzi derivanti dalle quotazioni del mercato immobiliare.

Dal lato societario Ericsson ha riportato il quinto profitto trimestrale consecutivo, grazie ad un incremento della domanda e ad una prosecuzione del taglio dei costi.

Asia-Pacifico: con le borse di Shanghai, Shenzhen, Hong Kong, Taipei, Seoul e Singapore ancora chiuse per l’inizio dell’anno lunare, la borsa di Tokio ha oggi visto grossi acquisti arrivare nell’ultima ora di negoziazione, dopo la pubblicazione del dato di dicembre degli ordinativi di macchinari industriali in Giappone, spingendo l’indice Nikkei 225 ad un rialzo dello 0,7%, consentendogli di raggiungere i livelli record dal luglio scorso.

Gli ordinativi industriali core, ad esclusione cioè di quelli delle aziende della cantieristica navale e della produzione di elettricità, dopo l’impennata di addirittura il 19,9% nel mese precedente, sono scesi in dicembre dell’8,8%, su base destagionalizzata, meno dell’attesa mediana degli economisti di un calo del 10%, consentendo di chiudere l’ultimo trimestre del 2004 con un progresso del 6% sui precedenti tre mesi, rassicurando molti osservatori sull’ottimismo delle aziende circa la tenuta della ripresa.

Risordiamo come il dato core sia da molti considerato il miglior indicatore prospettico per la spesa in beni capitali delle imprese, anticipando, negli anni recenti, la relativa componente del PIL di circa un trimestre. Sostanziali rialzi si sono registrati per i titoli dei servizi finanziari, con gi acquisti innescati da numerose indiscrezioni su diversi possibili accordi strategici tra intermediari finanziari, con l’indiscrezione più importante quella riguardante una possibile fusione tra Sumitomo Mitsui (+2,72%), terzo gruppo bancario nipponico, e la banca di investimenti Daiwa Securities (+5,26%).

I prezzi dei beni acquistati dalle aziende, statistica grossomodo equivalente ai nostri prezzi alla produzione, sono inaspettatamente diminuiti in gennaio, con l’indice che è sceso dello 0,3% sul mese, portando la variazione annua a 1,3%, contro un attesa mediana dell’1,7%.

Commodity: sotto le attese il dato sulle scorte di greggio che nella settimana conclusasi il 4 febbraio sono scese di 1 Mln rispetto alla settimana precedente. Scendono ancora le scorte di distillati (-3 Mln di barili), mentre salgono di 500 mila quelle di benzine. Il dato ha generato solo un lieve incremento delle quotazioni petrolifere con il future sul Wti che ha chiuso con un rialzo dello 0,13%.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)