MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (10/11/05)

10 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – USA: ancora sotto pressione il mercato obbligazionario dopo le dichiarazioni di Poole, membro non votante della Fed, secondo cui i rischi sulla dinamica dei prezzi sono verosimilmente orientati al rialzo, lasciando immaginare la prosecuzione della fase di rialzo dei tassi di riferimento.

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A pesare sui bond è stato anche il risultato dell’asta da 13Mld$ sul 5 anni Treasury che, pur evidenziando un buon rapporto complessivo di copertura dell’offerta (pari a 2,61), ha però anche mostrato un basso tasso di sottoscrizione da parte degli indirect bidders (in cui sono ricomprese le banche centrali estere) pari a 21,1%. Oggi è attesa l’asta da 13 Mld$ sul 10 anni Treasury. Sul mercato azionario General Motors ha segnato i nuovi minimi degli ultimi 13 anni dopo aver dichiarato che dovrà procedere a rettificare i dati di bilancio del 2001 e probabilmente anche di altri anni successivi in seguito ad un’erronea iscrizione dei crediti verso fornitori. La correzione per il 2001 è stimata da Gm nel range 300-400Mln$ pari a circa il 50% dei profitti riportati in quell’anno.

Nell’after hour è stata accolta negativamente la trimestrale di Cisco che ha perso circa il 2% dopo che l’a.d. Chambers ha stimato un incremento del fatturato per il trimestre in corso inferiore alle attese a causa del temuto calo delle vendite in Europa. Oggi l’attenzione è focalizzata sul deficit di bilancia commerciale di settembre, atteso in mediana (sondaggio Bloomberg) in allargamento verso un nuovo livello record. Oltre a quest’ultimo, diversi altri fattori pertanto potrebbero oggi arrestare almeno temporaneamente la fase di apprezzamento del Dollaro delle ultime giornate: 1) le attese per i risultati dell’asta sul 10 anni; 2) il ponte lungo del Veterans’ Day che potrebbe indurre a prese di profitto.

Europa: le dichiarazioni di Weber e Trichet hanno nuovamente spinto gli operatori ad anticipare un rialzo dei tassi da parte della Bce in occasione del consiglio direttivo di dicembre. Weber ha dichiarato che i rischi per la stabilità dei prezzi al consumo sono sensibilmente aumentati nelle ultime settimane, aggiungendo che non è possibile affermare che le aspettative di inflazione di lungo periodo sono ancorate dal momento che non esiste una misura affidabile di tale variabile. Trichet dal canto suo ha ripetuto quanto affermato nella conferenza stampa del 3 novembre ribadendo gli aumentati rischi inflattivi con la Bce che potrebbe muovere i tassi in ogni momento. In tarda serata anche le parole di Issing che hanno ricalcato quasi esattamente quanto detto da Trichet. Ieri il presidente dell’istituto di Francoforte ha confermato il fatto che, dalla nascita della Bce, esiste una soglia di rating limite sotto la quale la banca centrale non accetta i titoli del debito sovrano dei paesi membri come collaterale, confermando le anticipazioni di mercoledì uscite su FT. Infine dal lato societario, Siemens ha annunciato profitti per il terzo trimestre in calo a causa delle perdite derivanti dal comparto computer.

Asia-Pacifico: seduta poco mossa a Tokyo con il Nikkei in rialzo dello 0,06%. Gli acquisti sui tecnologici hanno sostenuto il listino attenuando l’impatto dei dati sugli ordinativi di macchinari peggiori delle attese. A settembre il dato aggiustato per la stagionalità ha infatti registrato un calo congiunturale del 10% dall’8,2% di agosto. Forte il calo registrato dal settore manifatturiero all’interno del quale le perdite peggiori sono state riportate dal comparto tessile, macchinari elettrici e prodotti metallici. Negativo anche il settore non manifatturiero sceso del 12,8% m/m dal 5,8% di agosto.

Commodity: migliori delle attese i dati sulle scorte petrolifere Usa che nella settimana conclusasi il 4 novembre hanno registrato un incremento di 4,4 Mln di barili verso di 2 Mln attesi. Consistente anche il rialzo delle scorte di benzine cresciute di 4,2 Mln di barili, mentre restano deboli le scorte di distillati scese di 84 Mln di barili. La buona condizione climatica del Nord degli Usa allontana al momento i timori legati ad una domanda di distillati superiore all’offerta contribuendo quindi ad un calo delle quotazione petrolifere. I dati migliori delle attese delle scorte di greggio hanno infatti determinato un calo dei prezzi petroliferi dell’1,31% a 58,93$/b. Tra i metalli scende il prezzo del rame dopo che gli operai della Asarco hanno raggiunto un accordo con la società ponendo fine ad un sciopero di quattro mesi.

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