MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (10/11/04)

10 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: Le scorte all’ingrosso (che rappresentano circa ¼ del totale delle scorte industriali) hanno registrato a settembre una variazione mensile al di sotto delle attese a fronte invece di una revisione al rialzo del dato precedente.

Il rapporto scorte/vendite è rimasto invariato per il quarto mese consecutivo sul livello di 1,15, segnalando ancora cautela da parte dei produttori probabilmente determinata dal trend ascendente del petrolio in atto nel mese di riferimento.

L’asta sul 5 anni Treasury da 15Mld$ ha registrato un rapporto di copertura molto elevato con una percentuale di sottoscrizione da parte degli indirect bidders pari a circa il 45% del totale, la percentuale massima dal mese di gennaio 2004. La trimestrale di Cisco (spesso utilizzata come indice dell’andamento della spesa per investimenti) ha evidenziato vendite al di sotto delle attese e proiezioni per il trimestre in corso piuttosto prudenti.

I margini sono risultati in calo a causa della politica di sconti e dell’espansione del business verso settori a più basso valore aggiunto. Il Ceo Chambers ha esplicitamente dichiarato che è troppo presto per affermare che i produttori hanno recuperato fiducia sul futuro della domanda.

Il titolo ha perso circa il 3% nell’after hour. L’attesa è per il Fomc di questa sera: si da per scontato un rialzo di 25bps. Sarà importante piuttosto il tono del comunicato allegato. Greenspan dovrebbe modificare la view sul mercato del lavoro (in precedenza definito in modesto miglioramento) dopo gli ultimi dati sui non farm payrolls.

Altro dato di rilievo è la bilancia commerciale, rilevante soprattutto per l’evoluzione sul forex nel breve termine. A tal proposito segnaliamo che, a meno di un deficit al di sopra delle attese, le voci di intervento sul Dollaro da parte di alcune banche centrali asiatiche potrebbero consentire la lenta fase di recupero del Dollaro nel brevissimo termine.

Europa: in forte calo lo Zew tedesco che a novembre è passato a 13,9 da 31,3 di ottobre. Il dato ha risentito negativamente di un calo delle aspettative penalizzate dal forte apprezzamento dell’Euro unito alla prospettiva di rallentamento della domanda mondiale.

Il dato, potrebbe comportare un’ulteriore flessione dell’indice Ifo in calendario per il 25 novembre p.v e quindi rappresentare un’indicazione negativa dell’andamento della produzione industriale tedesca ed europea nei prossimi mesi. Confermata l’accelerazione dei prezzi al consumo in Germania dove il Cpi di ottobre è cresciuto portandosi al 2,2%, dall’1,9% di settembre.

A tale proposito ieri il membro del consiglio direttivo della Bce, Liebscher, ha dichiarato che la banca centrale deve rimanere vigile sull’andamento dei prezzi al consumo la cui crescita potrebbe rimanere al di sopra del 2% anche nel primo trimestre del 2005. Liebscher ha ribadito che le prospettive di crescita economica per il prossimo anno sono peggiorate negli ultimi mesi, anche se la Bce si attende un incremento del Pil prossimo al potenziale, stimato tra il 2 ed il 2,5%, sebbene la crescita non sia ancora sostenibile senza l’apporto della domanda estera.

Per questo Liebscher, dopo i moniti di Trichet, ha confermato l’avversione della Bce nei confronti dell’eccessivo apprezzamento del tasso di cambio, malgrado i potenziali benefici in termini di prezzi al consumo.

Asia-Pacifico: in rialzo le maggiori borse della regione, con forti guadagni per Shanghai (+3,59%) e Shenzen (+3,88%) dopo che il governo cinese ha reso nota una produzione industriale in ottobre cresciuta del 15,7% a/a, minor avanzamento da tre mesi a questa parte, suggerendo il successo delle politiche di raffreddamento progressivo dell’economia.

In Giappone, l’indice azionario Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,27%, con una buona performance del settore farmaceutico ed una decisa correzione per quello del trasporto marittimo, dopo il buon rialzo di quest’ultimo ieri. NTT, maggiore compagnia telefonica nipponica e casa madre di NTT DoCoMo (-2,76%), ha ceduto lo 0,43%, dopo il –1,7% di ieri, nella giornata in cui ha pubblicato utili netti per il primo semestre fiscale in crescita del 3%, grazie a proventi straordinari, mentre gli utili operativi sono scesi.

Il saldo di partite correnti nipponico è sceso più delle attese in settembre, su base destagionalizzata, mentre il saldo commerciale è cresciuto poco meno delle attese nello stesso periodo. Le condizioni di mercato sono, comunque, quelle di investitori alla finestra, in attesa dello statement della Fed, stasera, e del dato preliminare sulla crescita nipponica nel terzo trimestre e del dato finale sulla produzione industriale di settembre, venerdì.

Commodity: scendono sotto i 48 $/b le quotazioni petrolifere in attesa dei dati sulle scorte statunitensi che saranno resi noti nel pomeriggio di oggi. Le attese comunque restano positive, l’incremento delle importazioni fa infatti pensare ad un ulteriore aumento del livello delle scorte. Relativamente ai metalli restano alte le quotazioni del rame a causa sia dello sciopero in Cile dei lavoratori del settore, sia del calo delle scorte.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)