MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (10/01/06)

10 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: giornata di stabilizzazione dei corsi sui mercati obbligazionari a fronte invece della continuazione della fase di rialzo dei mercati azionari che hanno chiuso in rialzo tutte le prime cinque giornate di contrattazioni del 2006, una sequenza favorevole di inizio anno che non si verificava dal 1987. L’indice Dow Jones ha ieri superato la soglia degli 11.000 punti per la prima volta dalla metà del 2001.

All’interno dell’indice è stata particolarmente positiva la performance di General Motors (+7,74%) in seguito alle dichiarazioni dell’ad. Wagoner in merito al buon andamento delle trattative per la cessione dell’unità finanziaria Gmac.

Nel frattempo Guynn, presidente della Fed di Atlanta e quest’anno membro votante del Fomc, ha delineato uno scenario di crescita compresa tra il 3 ed il 4% per il 2006, con proseguimento della fase di creazione di posti di lavoro nell’ordine di 150.000/200.000 unità su base mensile. Guynn ha poi ribadito quanto già dichiarato da altri suoi colleghi, affermando che il prosieguo della politica monetaria dipenderà dal tenore dei dati macroeconomici dopo il completamento della fase di rimozione dell’accomodamento monetario.

Dal lato macro, per il secondo mese consecutivo, a novembre è continuato il calo del credito al consumo su base destagionalizzata, in linea con il trend di tutto il 2005, anno durante il quale i consumatori hanno finanziato le loro decisioni di spesa ricorrendo maggiormente all’estrazione di valore dal settore immobiliare. La continuazione della permanenza dei tassi di mercato su livelli storicamente contenuti sta continuando a favorire le emissioni governative sui mercati emergenti: ieri il Brasile ha annunciato di essere pronto ad emettere un trentennale in Dollari.

Europa: in occasione dell’incontro bimestrale del G10 Trichet ha dichiarato che l’economia mondiale potrebbe leggermente accelerare nel 2006 rispetto alla crescita del 2005, grazie anche ad un miglioramento del commercio mondiale. I principali elementi di rischio a tale scenario sono l’andamento del prezzo del petrolio e l’elevato deficit di partite correnti statunitense.

Trichet ha precisato che non sono stati discussi gli andamenti sui mercati valutari, mentre è stata posta una particolare attenzione sulla stabilizzazione delle aspettative di inflazione da parte delle autorità monetarie. Dal lato macro in deterioramento la bilancia commerciale tedesca. A novembre il surplus in termini reali è sceso a 11,72 Mld €, in seguito ad un calo delle esportazioni ed un incremento delle importazioni.

Asia-Pacifico: marcati cali, stamattina, alla borsa di Tokio, al riavvio delle negoziazioni dopo la pausa per festività nazionale di ieri, con l’indice Nikkei 225 che ha ceduto ben l’1,85%, in sostanza vanificando i guadagni della scorsa settimana. Il rapido apprezzamento dello Yen di ieri, con il cambio nei confronti del Dollaro sceso sotto quota 114, ha fatto sentire il suo effetto ritardato oggi, con vendite per i titoli delle grandi aziende esportatrici, nonostante il cambio sia risalito stamattina verso quota 114,5.

Particolarmente penalizzati i titoli bancari, con il relativo sottoindice del Topix risultato il peggiore tra i trentatré sottoindici disponibili, con un calo di ben il 3,66%, dopo che Sumitomo Mitsui Financial Group (-1,54%), terzo maggior gruppo finanziario del paese, ha annunciato l’intenzione di emettere nuove azioni per l’equivalente di $5Mld.

E’ lecito inferire che minore sia stato, invece, l’impatto sulle negoziazioni della delusione per il dato delle spese complessive delle famiglie in termini reali in novembre, spese diminuite dell’1,3% sul mese, su base destagionalizzata, ben più delle attese, con una variazione tendenziale nulla: la componente principale di tale dato, cioè le spese delle famiglie di lavoratori salariati, era già stata pubblicata lo scorso 27 dicembre.

Commodity:scende sotto i 64 $/b il prezzo del greggio dietro la speculazione di temperature più elevate della norma. Resta comunque forte il timore legato ad una ripresa del programma nucleare iraniano e all’aumento della domanda di benzine, che stando alle dichiarazioni del Dipartimento dell’Energia, nell’ultima settimana del 2005 ha raggiunto il livello registrato ad agosto dopo l’uragano Katrina. Intanto continua a salire il prezzo del rame grazie agli acquisti cinesi prima della festività del Nuovo Anno Lunare ed al proseguimento dello sciopero dei lavoratori della cilena Codelco.

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