MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (09/01/06)

9 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: l’atteso dato sul mercato del lavoro di dicembre ha evidenziato un incremento degli occupati nel settore non agricolo sensibilmente inferiore alle attese in mediana del sondaggio di Bloomberg News (108.000 vs. attese di 200.000). I due settori che hanno contribuito in senso negativo sono stati quelli delle costruzioni e delle vendite al dettaglio. Allo stesso tempo è stato rivisto marcatamente al rialzo il dato di novembre (da +215.000 a +305.000) grazie principalmente ad una contribuzione più favorevole del settore dei servizi.

Complessivamente il quarto trimestre ha prodotto un numero medio di nuovi occupati praticamente analogo a quello del trimestre precedente, con un incremento complessivo per il 2005 di poco superiore ai 2 milioni. La variazione tendenziale annua del salari medi settimanali si è posizionata ai massimi dal marzo del 2003. L’ultimo trimestre del 2005 pertanto ha confermato la ripresa graduale del mercato del lavoro cui si sta affiancando anche una maggiore pressione sul fronte salariale.

La gradualità della ripresa occupazionale ha reso più verosimile l’ipotesi dell’approssimarsi della fine della fase di rialzo dei tassi da parte della Fed, contribuendo pertanto a penalizzare il Dollaro. Questa stessa ipotesi ha invece favorito il mercato azionario con l’indice S&P500 ai massimi degli ultimi 4 anni. Il dibattito sul futuro della politica monetaria potrebbe però essere ancora molto aperto in seguito al radicale cambiamento della composizione del comitato di politica monetaria. Proprio oggi è atteso il discorso di Guynn, esponente Fed che quest’anno avrà anche diritto di voto.

Europa: per la prima volta in tre mesi in Germania è scesa la produzione industriale. Il dato preliminare di novembre ha infatti registrato un calo congiunturale dello 0,4% dal precedente +1,1%. A guidare il calo è stato soprattutto il settore manifatturiero e delle costruzioni sceso dello 0,5% m/m e 1,2% m/m rispettivamente. Ottimista l’istituto tedesco Ifo secondo cui quest’anno il Pil della Germania potrebbe crescere tra l’1,5-2% per poi accelerare nel 2007 e 2008.

Il direttore dell’istituto, Flaig, ha inoltre aggiunto che anche la disoccupazione potrebbe diminuire se la politica attuerà finalmente le necessarie riforme. Tra i dati rilevanti della settimana segnaliamo la pubblicazione dello Zew di gennaio che dovrebbe fornirci indicazioni significative sull’andamento economico dei prossimi mesi. Mercoledì ci sarà la pubblicazione del Pil del secondo trimestre dell’intera area euro ed il cpi francese del mese di dicembre.

Sotto i riflettori la riunione della Bce di giovedì in cui non dovrebbero esserci cambiamenti all’attuale livello dei tassi, ma importante sarà seguire la conferenza stampa di Trichet successiva alla riunione in cui, il capo della Bce potrebbe fornire indicazioni sulle future mosse di politica monetaria.

Asia-Pacifico: con il mercato nipponico chiuso per festività nazionale, le borse della regione si sono mosse per lo più in progresso, sospinte dalla buona chiusura di Wall Street di venerdì, quando si è anche assistito ad un deciso apprezzamento dello Yen nei confronti del Dollaro, con il cambio passato da 116 a 114,5, anche in conseguenza del dato occupazionale statunitense.

In condizioni di scambi rarefatti, stamattina la valuta nipponica ha proseguito l’apprezzamento, con il cambio sceso sotto 114, secondo alcuni a seguito delle dichiarazioni del ministro delle finanze Tanigaki, in visita a New York dove incontrerà Snow e Greenspan, secondo le quali l’andamento valutario è ‘grossomodo in linea con i fondamentali’: lo Yen ha guadagnato circa il 6,5% nei confronti del biglietto verde dal livello di 121,4 del 5 dicembre, minimo dei precedenti due anni e mezzo.

Commodity: salgono sopra i 64 $/b le quotazioni petrolifere dietro la speculazione che la crescita mondiale potrebbe spingere al rialzo la domanda di combustibile. Pesa anche l’aumento della domanda di carburante negli Stati Uniti, che ha determinato una forte riduzione delle scorte rispetto alla media di periodo. La malattia del premier israeliano, Sharon, pone interrogativi circa il futuro del Medio Oriente, in relazione soprattutto alla volontà dell’Iran di riprendere le ricerche sul nucleare. Continua a salire il prezzo del rame dietro i timori che lo sciopero dei lavoratori della Codelco in Cile potrebbe creare dei problemi nelle forniture del metallo.

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