MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (07/10/04)

7 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: continuano le dichiarazioni di esponenti della Fed : ieri è stato il turno di Hoenig e Poole, membri votanti del Fomc. Entrambi hanno ribadito la fiducia nella continuazione della crescita Usa, che Hoenig ha stimato nel range 3,5-4% per il prossimo anno. Lo stesso Hoenig ha aggiunto che l’effetto rialzo del prezzo del petrolio dovrebbe essere piuttosto modesto, almeno fino a quando il greggio rimarrà intorno ai 50$/b.

Poole ha in particolare precisato che i comunicati della Fed successivi al Fomc non vanno intesi come una sorta di impegno assoluto per il futuro, quanto piuttosto come un commitment condizionato agli sviluppi futuri dell’economia. Nel caso dell’ultimo statement, Poole ha puntualizzato di riferirsi al tasso “misurato” che la Fed ha dichiarato di voler adottare per la gestione della politica monetaria. A tal proposito l’esponente della Fed ha puntualizzato che le informazioni aggiuntive relativo al quadro macro possono modificare il tasso “misurato”, accelerandolo o rallentandolo.

L’asta sul 5 anni Treasury da 15MLd$ si è conclusa con una domanda inferiore alle attese, con un rapporto di copertura pari a 2,32 volte l’offerta, il livello più basso dal mese di luglio. Le parole incoraggianti sull’economia pronunciate dai citati esponenti della Fed hanno avuto come effetto quello di smorzare, almeno nel breve termine, i potenziali timori sulla crescita derivanti dal continuo rally al rialzo del prezzo del petrolio, finendo questa volta per penalizzare i bond e favorire invece le borse.

In generale gli operatori sembrano essere piuttosto cauti in vista dal dato sui non farm payrolls di domani, preferendo continuare la fase di profit taking sui bond. Nell’ambito dei paesi emergenti, segnaliamo che il Brasile ha proceduto all’emissione di 1Mld$ di titoli a 15 anni per sfruttare le favorevoli condizioni di mercato.

Europa: in Germania gli ordinativi industriali in agosto sono scesi su base mensile per il secondo mese negli ultimi tre, registrando un rallentamento del tendenziale sceso al 6%, dal 7,2% di luglio. A penalizzare il dato il rallentamento delle esportazioni e la debolezza del mercato del lavoro, che insieme al caro petrolio sta penalizzando la domanda interna. A conferma della debolezza della domanda interna l’andamento degli ordinativi di beni di consumo scesi del 5,4%. La mancata robusta accelerazione del ciclo, unita con un’inflazione che malgrado le spinte da petrolio rimane sottocontrollo (2,2% a settembre, dal 2,3% di agosto), avvalora l’ipotesi di un mantenimento dei tassi invariati nella riunione di oggi.

Relativamente alla Turchia, il report diffuso ieri dalla commissione ha confermato, come già anticipato, il sì condizionato all’inizio dei negoziati. Adesso è atteso il giudizio dei membri dell’Unione il 17 dicembre p.v. ma anche in caso di assenso la data più prossima per un eventuale ingresso sarebbe quella del 2014. Nella conferenza stampa di Trichet di oggi, sono attese soprattutto le dichiarazioni relative agli effetti sui prezzi dell’elevato livello del prezzo del petrolio.

Asia-Pacifico: in Giappone, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso a -0,27%, primo calo nelle ultime sei sedute, con gli alti prezzi delle materie prime che non hanno mancato di rinverdire i timori sulla tenuta della crescita globale, da un lato, e di fare la fortuna di borsa di titoli come Nippon Oil Corp (+3,2%) e Nippon Mining Holdings (+2,04%), dall’altro. Il dato preliminare per agosto dell’indice degli indicatori anticipatori, supposto intravedere l’andamento del ciclo economico con 6-9 mesi di anticipo, è risultato in crescita, centrando l’aspettativa mediana degli economisti, mentre la situazione corrente è risultata più severa del previsto.

Pubblicato anche il dato preliminare per settembre per gli ordinativi di macchinari da parte della Machine Tool Builders Association, in lieve calo a 54,1% a/a, mentre l’attenzione degli operatori resta focalizzata, oltre che sull’andamento del prezzo del greggio, sui dati in uscita domani: le spese complessive delle famiglie in agosto, gli ordinativi di macchinari compilati dall’ESRI per lo stesso mese, ed i risultati del sondaggio EcoWatchers di settembre.

Commodity: nuovo record del prezzo del greggio che ha superato i 52 $/b dopo che ieri sono state pubblicati i dati sulle scorte petrolifere statunitensi che permangono sotto la media di questo periodo dell’anno. Salgono le scorte di benzine, ma scendono quelle di distillati che in questa parte dell’anno, sono particolarmente guardate in quanto ricomprendono anche il combustibile per il riscaldamento. I nuovi rincari sono imputabili ai timori di ulteriori cali di scorte e approvvigionamenti dopo i danni provocati dagli uragani, dalla guerra in Nigeria, ma soprattutto dalle attese di un rigido inverno. I ripetuti rialzi del greggio hanno trascinato anche i metalli, tra cui oro e argento. Allo stesso modo rame ed alluminio hanno raggiunto i livelli massimi degli ultimi nove anni.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)