MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (05/12/05)

5 Dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: i dati sul mercato del lavoro di novembre hanno confermato il ritorno a condizioni favorevoli sul fronte occupazionale dopo l’impatto negativo degli uragani nei mesi di settembre ed ottobre. La variazione degli occupati non agricoli si è attestata a +210.000 unità, ritornando pertanto in prossimità della media registrata sia nel primo sia nel secondo trimestre 2005 (rispettivamente +182.000 e +198.000).

Il sensibile incremento degli occupati nel settore dei servizi ha interessato in modo pressoché uniforme tutti i principali sottosettori, con una contribuzione meno forte solo del commercio al dettaglio (+9000 unità). Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 5%. In linea con le attese inoltre la dinamica salariale che su base media settimanale ha registrato un incremento dello 0,2%. Si conferma pertanto al momento il favorevole andamento della crescita supportato anche da un buon andamento sul mercato del lavoro.

Dello stesso parere è risultata anche Yellen, membro non votante della Fed, che ha aggiunto come a suo avviso le spinte inflattive al momento risultino essenzialmente sotto controllo. L’esponente Fed ha ribadito che a suo avviso il range in cui si collocherebbe il livello neutrale dei Fed Funds risulterebbe pari a 3,5-5,5%. La settimana in corso presenta un calendario non molto denso di dati macro. Tra i più rilevanti segnaliamo l’indice preliminare sulla fiducia dei consumatori dell’università del Michigan.

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Europa: l’attesa di una Bce molto cauta nella fase di rimozione dell’accomodamento monetario continua a pesare sulla valuta unica europea che prosegue la fase di indebolimento nei confronti del $, movimento che in assenza di dati macro di rilievo, potrebbe proseguire nella settimana in corso. L’ipotesi di una Bce cauta sui tassi di interesse è stata confermata anche dalle dichiarazioni rilasciate da Weber, capo della Buba, il quale in un’intervista rilasciata per DeutschlandRadio, ha dichiarato che la banca centrale non ha né escluso né segnalato la possibilità di altri rialzi dei tassi di interesse.

Secondo Weber le autorità monetarie rialzeranno i tassi di interesse qualora questa mossa sia necessaria per prevenire i rischi inflattivi, ma non è stato prefissato come si procederà nell’azione, con la Bce che preparerà i mercati per la prossima mossa non appena sarà il momento. Sebbene l’inflazione rimanga al di sopra della soglia fissata dalla Bce, il tendenziale, già in rallentamento a novembre, dovrebbe continuare a scendere a dicembre, allentando le pressioni sulla Bce.

Petrolio permettendo inoltre l’indice dei prezzi al consumo tornerà prossimo al 2% già nella prossima primavera, dinamica che potrebbe spostare il prossimo rialzo dei tassi di interesse nella seconda parte dell’anno. Unico dato di rilievo per l’intera settimana è il disaggregato del Pil italiano per il 3° trim.2005, che potrebbe evidenziare un miglioramento della bilancia commerciale a fronte di un deterioramento dei consumi delle famiglie.

Asia-Pacifico: a Tokio, stamani, l’indice azionario Nikkei 225 ha messo a segno l’ennesimo massimo da cinque anni a questa parte, con un guadagno giornaliero dello 0,84%, dopo i forti rialzi di giovedì e venerdì della scorsa settimana. A prolungare l’entusiasmo, domestico ed internazionale, per l’azionario nipponico, ci ha pensato la pubblicazione da parte del Ministero delle Finanze del rapporto trimestrale sull’attività delle imprese nipponiche, con la spesa per investimenti in capitale fisso risultata nel terzo trimestre 2005 in crescita del 10,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ben oltre l’aspettativa mediana del +6% degli economisti intervistati da Bloomberg News.

Se si considerano anche le spese in software, la crescita dell’investimento fisso è stata del 9,6%, anche questo dato superiore alle attese, fatto che rende probabile una revisione al rialzo della stima del PIL reale nel trimestre considerato, ora al +1,7% annualizzato in prima lettura, con la revisione in pubblicazione il prossimo venerdì.

A sostenere le azioni delle grandi aziende esportatrici del Sol Levante, ci ha anche pensato il continuo deprezzamento dello Yen, che ha raggiunto il minimo di sempre nei confronti dell’Euro, in termini nominali, ed il minimo da 32 mesi nei confronti del Dollaro, dopo che, a margine del G7 tenutosi a Londra nel fine settimana, sia il ministro delle finanze, Tanigaki, che il governatore della Banca del Giappone, Fukui, hanno ribadito come il movimento della valuta nipponica non rappresenti un problema, a loro giudizio, e come sia coerente con la politica monetaria del paese.

Commodity: il prezzo del greggio ha superato i 59 $/b dopo l’annuncio dell’arrivo di un’ondata di gelo negli Usa e dietro le attese di un rafforzamento dell’economia statunitense che potrebbe determinare un aumento del consumo di benzine e combustibile. Intanto l’Opec, in occasione della riunione del 12 dicembre, sembra intenzionata a mantenere invariato l’attuale livello produttivo.

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