MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (04/10/04)

4 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: gli operatori sembrano aver ritrovato una maggiore fiducia nella capacità di ripresa dell’economia e di riflesso si assiste ad un sensibile recupero dei mercati azionari soprattutto nel settore tecnologico. Il Nasdaq ha recuperato oltre il 2 % ed il Sox oltre il 4%. I tassi hanno continuato la fase di rialzo arrivando al 4,20% in termini di decennale.

I dati macro nel complesso hanno evidenziato un indice Ism del settore manifatturiero sostanzialmente in linea con le attese ma con un buon recupero della componente occupazionale, a fronte invece di un calo della componente nuovi ordinativi. La spesa per costruzioni ha registrato ad agosto una variazione positiva doppia rispetto alle attese con una buona revisione al rialzo del dato del mese precedente. Meno positivo invece l’andamento della fiducia dei consumatori che, secondo la rilevazione dell’università del Michigan, è risultata in calo a settembre. Il dato ha segnalato un calo delle condizioni correnti (da 107,9 a 103,7, il valore più basso dal mese di febbraio 2004) a fronte invece di un indice prospettico sostanzialmente invariato. Probabilmente ha inciso negativamente soprattutto l’elevato prezzo del petrolio oltre che gli effetti dei ripetuti uragani.

Per quanto concerne il mercato del lavoro, potrebbe aver inciso la sensazione di un recupero a ritmi non ancora elevati o comunque ancora non facilmente quantificabili a causa anche del potenziale effetto negativo degli stessi uragani. Positivo invece l’andamento delle vendite di auto negli Usa a settembre, supportate soprattutto da una vigorosa politica di incentivi che a settembre sono stati incrementi di circa il 6% sia da parte dei Gm che di Ford.

La settimana sarà focalizzata soprattutto sul dato sui non farm payrolls del prossimo venerdì, per il quale le attese sono piuttosto contrastate a causa della difficile stima dell’impatto degli uragani. In settimana saranno emessi anche Treasury a 5 anni e Tips a 10 anni. Il G-7 del fine settimana si è rivelato un non evento con un comunicato congiunto tra Cina e Usa in cui in sostanza si fa riferimento ad un generico impegno verso una maggiore flessibilità dei cambi senza però dettagli in merito al timing.

Europa: in calo il Pmi manifatturiero che a settembre è sceso a 53,1 dai 53,9 di agosto. In disaggregato è emerso come la componente occupazionale continui a contrarsi anche se l’indice ha registrato un lieve miglioramento. Peggiore la situazione italiana dove il sottoindice occupazionale ha registrato una flessione più marcata. La Germania è risultata invece in controtendenza con il dato europeo: la sottocomponente relativa agli occupati del settore ha evidenziato un’accelerazione della creazione di nuovi posti di lavoro.

Sempre in Germania ad agosto le vendite al dettaglio hanno evidenziato il secondo incremento mensile degli ultimi tre mesi, lasciando trasparire un terzo trimestre con le vendite al dettaglio in miglioramento rispetto al secondo trimestre, ma l’outlook di fondo non cambia. Nei primi otto mesi dell’anno, infatti, le vendite al dettaglio si sono contratte dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando la debolezza della domanda interna. Resta sotto controllo l’inflazione. È quanto ha dichiarato Issing sottolineando che i recenti indicatori economici sono consistenti con l’ipotesi di crescita dell’area e che il prossimo anno il tasso di inflazione dovrebbe infatti rimanere sotto la soglia del 2%. I recenti rialzi petroliferi potrebbero tuttavia impattare negativamente sulla crescita.

Lo stesso Trichet ha infatti ammesso che la Banca Centrale continuerà ad essere vigile sull’andamento del petrolio. In la settimana sono attesi i dati sui Pmi servizi e sulla produzione industriale tedesca che dovrebbe forni alcune indicazioni sulla crescita del paese.

Asia-Pacifico: apertura di settimana in forte rialzo per il Nikkei che ha chiuso la sessione con un +2,68%, grazie agli acquisti sui semiconduttori come Advantest Corp sulla scia del rally di venerdì scorso a Wall Street di società del settore tecnologico e dei finanziari.

Durante la riunione del G-7 il governatore della Banca Centrale Fukui, ha affermato che la crescita economica del paese sta procedendo nella giusta direzione e che l’istituto manterrà l’attuale politica monetaria invariata almeno fino a quando non si avranno chiari segnali di fine della deflazione. Le buone prospettive di crescita hanno spinto al rialzo i rendimenti sui titoli governativi, con il rendimento sul 10 anni che ha registrato il quinto incremento consecutivo.

Commodity: in lieve calo il prezzo del greggio dopo che i lavoratori nigeriani hanno deciso di accordarsi con il governo evitando così il blocco della produzione petrolifera. Le quotazioni del greggio restano così sotto i 50 $/b. Scendono anche le quotazioni del rame a New York, dietro la speculazione che la domanda del metallo non è forte abbastanza da spingere i prezzi al livello più alto degli ultimi nove anni.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)