MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (03/5/05)

3 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA: l’indice Ism del settore manifatturiero si è posizionato al livello minimo dal mese di luglio 2003, continuando pertanto il trend calante in atto dalla metà del 2004. In calo le principali sottocomponenti tra cui quella occupazionale passata da 53,3 a 52,3, il livello minimo dalla fine del 2003.
Norbert Ore, capo dell’Ism, ha dichiarato in un comunicato che “il trend è verso un tasso di crescita più rallentato il che dovrebbe mitigare parte delle pressioni sui prezzi che il settore (manifatturiero) ha sperimentato durante il 2004 ed il 2005.”

Il settore delle costruzioni continua a rimanere piuttosto vigoroso con una variazione della relativa spesa a marzo superiore alle attese. Il tesoro Usa ha nel frattempo annunciato di attendersi emissioni nette negative per 42Mld$ nel trimestre in corso, rivedendo le precedenti stime di emissioni nette positive per 12Mld$. Tale previsione si ricollega al favorevole andamento delle entrate fiscali.

Oggi l’attenzione è concentrata sulla riunione della Fed. Unanime il consenso sulla decisione sui tassi (rialzo di 25bps) mentre più dibattuto il contenuto del comunicato allegato. Una minoranza di analisti ipotizza la cancellazione del “measured” già oggi. Riteniamo al momento ancora prematura una decisione in tal senso, in considerazione dei segnali di rallentamento emersi a marzo i cui effetti temporanei sono ancora da verificare.
Inoltre l’insieme dei dati sui prezzi ha evidenziato pressioni in aumento ma ancora confinate all’interno del range ritenuto tollerabile dalla Fed.

Se l’ipotesi di continuazione del soft patch dovesse rivelarsi corretta, non è inverosimile ipotizzare una fase di arresto del rialzo dei tassi nel corso del secondo semestre nell’ambito del quale l’entità di un’ulteriore limatura al rialzo dei tassi potrebbe essere confinata al massimo a 25bps.

Europa:in calo l’indice Pmi per l’intera area Euro. Ad aprile il dato per il settore manifatturiero è sceso a 49,2, da 50.4 scendendo così per la prima volta da agosto 2003 sotto quota 50 ed evidenziando una contrazione dell’attività del settore. Tra le sottocomponenti registrano una flessione quella relativa ai nuovi ordini (48.9, da 50.4), alla produzione (a 50,3 da 51,6) e all’occupazione (a 47,6 da 48,8).

Relativamente al referendum francese, gli ultimi sondaggi hanno evidenziato un calo del fronte del no ed un recupero dei sostenitori della costituzione europea, anche se il rischio di una bocciatura in occasione del voto del 29 maggio prossimo rimane elevato.
L’esito del referendum rischia comunque di essere un non evento per i mercati anche nell’ipotesi di una vittoria del no. Il risultato infatti, sebbene rappresenti un intralcio alla creazione di un Europa politica, non intralcerebbe nel breve periodo il processo decisionale in area Euro.

L’approvazione della costituzione si protrarrà ancora per diversi mesi (Finlandia ed Uk voteranno agli inizi del 2006, l’Irlanda alla fine del prossimo anno), il tempo necessario affinché la Francia possa tornare nuovamente a votare con la consapevolezza di avere un peso politico, se possibile, maggiore rispetto all’attuale posizione. E’ probabile comunque che i mercati, all’avvicinarsi dell’evento, sopravvalutino le conseguenze del voto generando vendite in particolare sul mercato obbligazionario e creando spazio per buone occasioni d’acquisto.

Asia-Pacifico: con le borse di Tokio, Shanghai e Shenzhen chiuse per festività, gli indici azionari della regione attivi stamani si presentano contrastati, in parte scontando il rialzo del costo del petrolio di ieri ed in parte beneficiando delle buone notizie provenienti dal comparto tecnologico, con le trimestrali migliori delle attese della taiwanese Acer (+4,69%) e della Venture Corp (+3,6%) di Singapore, con beneficio anche per i titoli di Taiwan Semiconductor Manufacturing (+0,77%) e della sudcoreana Hynix Semiconductor (+0,41%), con quest’ultima attesa pubblicare buoni utili trimestrali, domani.

Ad aiutare il market sentiment, i primi segni di distensione tra Cina e Taiwan, con Pechino che è in procinto di ridurre le tariffe su alcune importazioni di frutta dall’isola e, soprattutto, di consentire ai propri cittadini di visitare Formosa per turismo, segni che alcuni interpretano come i prodromi per un ritorno a colloqui formali tra i due governi.

Commodity: in recupero il prezzo del greggio, che ha chiuso con guadagno di oltre il 2%.
A sostenere le quotazioni la dichiarazione del ministro dell’energia algerino secondo cui la domanda globale di greggio rimane molto forte e l’offerta potrebbe non essere sufficiente a soddisfare la domanda nel quarto trimestre in cui solitamente raggiunge il picco. Secondo il ministro, l’Opec, che ha solo 1-2 Mln b/g di capacità residua, nel prossimo mese potrebbe aumentare la sua quota produttiva per permettere un aumento delle scorte prima che la domanda raggiunga il picco di fine anno.

Relativamente alle altre commodity la seduta è stata piuttosto debole con pochi volumi a causa della chiusura dei mercati londinesi e cinesi.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)