MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (03/03/04)

3 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: nel corso di una discorso tenuto ieri a New York, Greenspan ha dichiarato che ad un certo punto i tassi dovranno salire ad un livello più neutrale. L’attuale fase di politica monetaria fortemente espansiva sarebbe legata ad una situazione congiunturale particolare. Lo stesso capo della Fed ha inoltre affermato che le banche centrali asiatiche dovranno ridurre i loro acquisti di asset denominati in Dollari. Tale circostanza non dovrebbe però comportare un’automatica caduta del Dollaro.

Greenspan, ha aggiunto che “l’attuale performance dell’economia giapponese suggerisce che è prossimo il punto in cui gli interventi” sul forex agli attuali ritmi non saranno più necessari. Le parole di Greenspan aumentano ancor di più l’attenzione sulle variabili più rilevanti per la gestione della politica monetaria, in particolare quelle collegate al mercato del lavoro. Dopo l’eccezionale performance della componente occupazionale dell’Ism manifatturiero, oggi è molto attesa la pubblicazione dell’analogo indice dei servizi.

Ieri intanto, l’agenzia Challenger, Gray & Christmas ha pubblicato i dati relativi agli annunci di tagli occupazionali da parte della aziende Usa a febbraio: è stato registrato in tal caso un sensibile calo, portando il dato sul livello minimo degli ultimi 5 mesi. Precisiamo che il dato non è aggiustato per la stagionalità, per cui le forti escursioni spesso possono risultare fuorvianti.

In ogni caso, in un contesto di forte attenzione su tutte le indicazioni sullo stato del mercato del lavoro, il dato ha contribuito ad innestare nel pomeriggio forti acquisti di Dollari soprattutto verso Euro. Il movimento è stato inoltre amplificato da ricoperture di posizioni corte e da vendite dettate da esigenze di coperture legate ad opzioni con strike prossimi ai precedenti minimi relativi a quota 1,235. In questo contesto, il citato dato sull’Ism dei servizi di oggi, assume una discreta rilevanza, soprattutto nella componente occupazionale. In ogni caso, per ora, riteniamo che il movimento, per quanto accentuato, non possa ancora indurre a pensare ad un’inversione di trend sul cross Euro-Dollaro per il quale però il downside si sposta verso quota 1,205/1,21.

Euro: continua a rallentare la crescita nel settore dei servizi in Italia dove a febbraio, per il terzo mese consecutivo,l’indice Pmi è sceso (a 56,1, da 57,2). Il dato è rimasto in linea con quello europeo dove l’indice è calato a 56,2, dal 57,3 di gennaio con la sottocomponente relativa all’occupazione che ha mostrato il terzo mese consecutivo di contrazione. Il dato ha risentito negativamente anche della diminuzione della fiducia sulle prospettive di crescita conseguenti all’apprezzamento dell’Euro.

La valuta unica ieri ha subito comunque un forte storno scendendo sotto l’1,22 vs $. Sull’Euro hanno pesato sia le attese di una migliorata situazione del mercato del lavoro statunitense sia le parole pronunciate da Greenspan che hanno fatto crescere l’attesa di un rialzo dei tassi di interesse Usa. Il movimento comunque dovrebbe avvalorare l’ipotesi di un mantenimento dei tassi fermi da parte della Bce nella riunione di domani. Uno dei motivi per cui il taglio dei tassi da parte della Bce era stato più volte richiesto da vari esponenti politici dell’unione era il timore che l’eccessivo rafforzamento dell’Euro potesse impattare negativamente sulla crescita. In tal senso un rallentamento della valuta unica rappresenta un motivo in meno per operare un taglio dei tassi.

Jap: in forte calo il mercato obbligazionario. L’indebolimento della valuta che ha superato 110 contro dollaro ha aumentato le attese per una ripresa economica del paese facendo così salire oltre 1,30 il rendimento del bond decennale, il valore più alto da novembre 2003. Relativamente al cambio, Nakahara, membro del board di politica monetaria ha dichiarato che è ancora prematuro considerare il trend del tasso di cambio invertito e che il problema della deflazione non avrà termine prima della fine dell’anno. Ieri Greenspan, parlando all’Economics Club ha dichiarato che il miglioramento dell’economia nipponica potrebbero portare ad una fine degli interventi sul forex.

Commodity: i continui aumenti dei prezzi del greggio iniziano a preoccupare i membri Opec. Il presidente Yusgiantoro infatti ieri ha dichiarato che l’organizzazione potrebbe decidere anche a favore di un aumento dell’output qualora il prezzo del greggio dovesse salire ancora. Allo stesso modo, il rappresentante degli Emirati Arabi ha affermato che se i prezzi dovessero rimanere alti, l’organizzazione nella prossima riunione del 31 marzo potrebbe cambiare la politica del taglio adottata finora. Attesa per oggi la pubblicazione dei dati del Dipartimento dell’Energia. Sul mercato dei preziosi il rafforzamento del dollaro ha penalizzato le quotazioni aurifere scese a 390 $/oncia.

Questo documento e’ stato preparato dal Desk Market Research di MPS Finance, a cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C. Pace (Research Assistant).