MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (01/04/04)

1 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: l’indice relativo ai direttori dell’area acquisti di Chicago ha registrato un sensibile calo passando a marzo a quota 57,6 da 63,6. Si tratta del secondo mese consecutivo in cui il dato risulta in calo. E’ stato particolarmente pronunciato il ridimensionamento della componente nuovi ordinativi (da 67,5 a 60,4) e di quella occupazione (da 54,8 a 49,2). Segnaliamo inoltre come la componente prezzi pagati sia arrivata a quota 74,7 pari al livello massimo dalla metà del ’95.

Si tratta probabilmente di un chiaro riflesso del forte rialzo delle materie prime. Gli ordini all’industria Usa del mese di febbraio sono risultati piuttosto deludenti sia nella parte generale (+0,3%) che in quella al netto dei trasporti (-1,2%).

Il dato al netto della componente difesa ed aerea (in genere utilizzato come approssimazione della spesa per investimenti) è risultato in lieve crescita (+0,4%) ma lo stesso dato in termini di spedizioni di prodotti (dato utilizzato per il computo del Pil) è risultato in netto calo (-2,2%).Le voci di un attacco di cuore al capo della Fed Greenspan, sono state poi smentite. Il rumor aveva prodotto due effetti principali: indebolimento del dollaro e rafforzamento dei bond.

Euro: in lieve miglioramento a marzo la fiducia delle imprese e dei consumatori dell’area euro. Secondo quanto reso noto dalla Commissione Europea, l’indice Economic Sentiment Indicator è salito di 0,1 punti a 96 da 95,9. La crescita è dovuta al miglioramento della fiducia nel settore delle costruzioni e del commercio al dettaglio, mentre resta stabile nell’industria.

Invariata rispetto al mese precedente la fiducia dei consumatori (-14), mentre quella relativa al settore dei servizi, non compresa nell’Economic Sentiment, è leggermente peggiorata (-0,1 da 0,01). Secondo la Commissione, le informazioni per l’elaborazione dell’indice sono state raccolte prima degli attentati terroristici di Madrid, che quindi non hanno avuto effetti sui dati.

Anche in Francia la fiducia dei consumatori ha registrato un lieve rialzo salendo a –22 da –23, tuttavia i due terzi dell’indagine sono stati condotti prima degli attentati dell’11 marzo a Madrid. Dal lato prezzi, la stima Eurostat sul tasso di inflazione europeo di marzo è rimasta stabile a 1,6% a/a. Il dato definitivo sarà reso noto il 16 aprile. Oggi è attesa la riunione della Bce.

Non sono attesi cambiamenti del livello dei tassi, ma importante sarà monitorare la conferenza stampa successiva alla riunione ed in particolare verificare se il presidente Trichet confermerà la possibilità di una revisione al ribasso delle stime di crescita della zona Euro, aprendo potenzialmente la strada ad un futuro taglio dei tassi.

Jap: sale oltre le attese la fiducia delle imprese nipponiche. L’indice Tankan del settore manifatturiero per le grandi imprese è infatti salito a 12 da 7, mentre quello relativo alle imprese non manifatturiere è salito a 7 da 5. Il dato dimostra l’aumento dell’ottimismo sulla ripresa economica del paese. Poco reattivi invece i mercati con il Nikkei che ha chiuso lasciando sul terreno lo 0,27% e lo Yen rimasto a 104 contro dollaro.

Relativamente al cambio ieri è stato pubblicato l’ammontare degli interventi della banca centrale per frenare il rafforzamento dello Yen. Nel periodo compreso tra il 29 gennaio ed il 26 marzo la BoJ ha effettuato interventi per 45,2 Mld$, che si aggiungono ai 90 Mld$ effettuati nei primi due mesi dell’anno.

Commodity: la riunione Opec di ieri ha confermato quanto già diffuso da alcune indiscrezioni precedenti l’incontro. I membri del Cartello hanno infatti deciso di attuare a partire da aprile i tagli produttivi decisi nella riunione precedente che ammonterebbero ad 1 Mln b/g. Lo scopo dell’organizzazione è preservare il proprio potere d’acquisto dall’indebolimento del dollaro, valuta di riferimento del petrolio.

Dura la reazione degli Stati Uniti che temono forti ripercussioni sull’economia. I mercati hanno reagito con un calo delle quotazioni petrolifere aiutati anche dal rialzo delle scorte petrolifere statunitensi, che nella settimana terminata il 26 marzo sono cresciute di 5,7 milioni. Salgono anche le scorte di benzina, mentre scendono quelle di distillati.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)