MERCATI FINANZIARI:
L’ OUTLOOK (12/03/04)

12 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sulle vendite al dettaglio di febbraio ha evidenziato una variazione inferiore alle attese nella parte core (0% vs. consensus di +0,5%), ossia quella al netto della componente auto. In sostanza pertanto i primi rimborsi fiscali arrivati ai consumatori statunitensi sono confluiti soprattutto in acquisti di auto che hanno segnato un incremento del 2,7%. I citati rimborsi saranno più copiosi nel periodo marzo-maggio, ma rimane ancora dibattuto il tema delle destinazione dei fondi che i consumatori riceveranno. Il timore è una quota non irrilevante possa essere risparmiata, stante la situazione di difficoltà su mercato del lavoro.

Su tale tematica si è nuovamente ieri pronunciato Greenspan riaffermando che l’occupazione dovrebbe riprendersi in breve tempo. Il capo della Fed ha ribadito che a suo avviso l’economia mostra crescenti segnali di ripresa. Si tratta di dichiarazioni simili a quelle del mese di gennaio. I dati successivi sul mercato del lavoro hanno poi smentito l’ottimismo del capo della Fed. Le tensioni geopolitiche sono diventate nel frattempo il motivo dominate di attenzione.

Il dubbio della matrice degli attentati a Madrid, ha innestato un movimento pronunciato di acquisto sul mercato obbligazionario che ha subito pause di arresto solo dopo le citate dichiarazioni di arresto e successivamente dopo i risultati dell’asta sul 10 anni Treasury che ha presentato un non soddisfacente rapporto di copertura (1,81 vs. il precedente 2) ma soprattutto un forte calo degli acquisti da parte di investitori stranieri (circa 20% dal precedente 45%). Sul fronte macro, oggi l’attesa è per l’indice sulla fiducia dell’università del Michigan. Le attese sono per un dato invariato rispetto al precedente mese, ma, stando alle indicazioni settimanali dell’indice di fiducia di ABC/money magazine, non sarebbe da escludere un ulteriore calo.

EURO: il bollettino mensile della Bce pubblicato ieri ha confermato che gli sviluppi relativi all’inflazione continuano a rimanere favorevoli sebbene si a atteso un temporaneo rialzo nel secondo trimestre dell’anno. La crescita, stando al bollettino, sta evidenziando una moderata ripresa, con un recupero più marcato atteso nel 2005. La ripresa comunque dipenderà in modo marcato dall’andamento della fiducia dei consumatori che attualmente è penalizzata sia dall’incertezza derivante dalle mancate riforme strutturali sia da un inflazione percepita maggiore rispetto a quella rilevata. La Bce ha poi ammonito l’Italia sull’andamento dei conti pubblici ribadendo che il deficit/Pil nel 2004 potrebbe superare il 3% fissato dal Patto di Stabilità.

Il Parlamento tedesco ha approvato il pacchetto relativo alla riforma pensionistica. La coalizione Spd-Verdi ha fatto approvare la riforma dalla Camera Bassa con 302 voti a favore contro 291. L’approvazione definitiva spetta ora alla Camera Alta dove l’opposizione Cdu-Csu ha la maggioranza. La riforma prevede un aumento dell’età minima pensionabile da 60 a 63 anni. In Francia la produzione industriale del mese di gennaio ha registrato un calo dello 0,5% m/m dal +0,2% di dicembre. I settori più penalizzati sono risultati quello automobilistico (-2,3%m/m da –0,3%), beni di consumo (-1,8% da +0,6% m/m) ed energetico (-2,4% da 1,5% m/m). I segnali di debolezza dell’economia europea hanno spinto tre grosse case di investimento (Goldman Sachs, Morgan Stanley e ABN Amro) a rivedere contemporaneamente al ribasso le stime sull’Euro/Dollaro su un orizzonte 3-6 mesi.

GIAPPONE: in leggero calo il dato finale di gennaio della produzione industriale (+4,8% a/a da 5%) che ha visto fortemente penalizzato il settore dei metalli non ferrosi (-6% da -4,1% a/a), mentre risulta lievemente penalizzato il settore manifatturiero (+4,8% da +5,8% a/a). tuttavia il dato non modifica le prospettive di crescita del paese che dovrebbe beneficiare dell’aumento della domanda da parte di Cina ed Usa. Migliore il dato sul tasso di utilizzo impianti cresciuto a 103 da 99,5.

COMMODITY: i timori di nuovi attentati terroristici che potrebbero penalizzare i rifornimenti di greggio hanno spinto al rialzo le quotazioni petrolifere salite sopra i 37 $/b. nel rapporto mensile stilato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia si evidenzia come quest’anno la Cina, grazie alle buone prospettive economiche, dovrebbe consumare una quantità di petrolio superiore alle attese spingendo al rialzo la domanda mondiale che potrebbe superare gli 80 Mln b/g.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)