Mercati, cifre positive dall’occupazione Usa. Il commento degli analisti

5 Luglio 2019, di Mariangela Tessa

Dopo la chiusura dei mercati Usa per l’Independence Day, Wall Street torna il punto di riferimento per gli investitori. Dagli Stati Uniti i fari sono puntati sul dato sull’occupazione e le retribuzioni, che potrebbe dare indicazioni significative in vista delle prossime mosse della Fed.

Le attese degli analisti di Reuters indicano, per il mese di giugno, un aumento della crescita dei posti di lavoro di 160.000 unità, dopo essere aumentati di soli 75.000 unità a maggio.

Il miglioramento atteso– dicono gli analisti – non sarà sufficiente a scoraggiare la Federal Reserve dal tagliare i tassi di interesse questo mese, alla luce delle crescenti prove che l’economia sta rallentando. Il mese scorso la Fed ha segnalato che potrebbe allentare la politica monetaria già a luglio, citando una bassa inflazione e crescenti rischi per l’economia  per via delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino.

Mentre l’economia festeggia i 10 anni di espansione, la più lunga della storia e i suoi fondamentali rimangono sani, ci sono segnali che il momentum sta rallentando.

“Dati i segnali di un rallentamento della crescita e di pochi progressi materiali nella guerra commerciale, un rimbalzo della crescita occupazionale lascerebbe comunque la Fed in rotta per tagliare i tassi nella riunione di luglio e ci aspettiamo una riduzione di 25 punti base”, ha detto all’agenzia Reuters Sam Bullard, economista di Wells Fargo.

 

 

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Mariangela Tessa 5 Luglio 20199:33

La Borsa di Milano apre piatta con l’indice Ftse Mib che si muove intorno alla parità (+0,04%) a 22.129 punti. Avvio poco mosso anche per lo spread BTp/Bundche apre appena sopra i livelli di chiusura di ieri, mantenendosi oltre la soglia psicologica dei 200 punti base.

Alessandro Piu 5 Luglio 201914:59

L’Us Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che, nel mese di giugno, sono stati creati, nei settori non agricoli, 224 mila nuovi posti di lavoro, dato ben superiore alle aspettative del consensus (+165k). Il tasso di disoccupazione è salito al 3,7% dal 3,6% (attese al 3,6%).

Riviste al ribasso  le cifre dei mesi scorsi (-11 mila posti di lavoro rispetto alle stime precedenti). Il dato di aprile è stato rivisto al ribasso a +216k (da +224k), quello di maggio a +72k (da +75k).

Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 12,7%, disoccupazione donne (3,3%), bianchi (3,3%), afroamericani (6,0%), asiatici (2,1%), ispanici (4,3%).

Su base mensile i salari sono saliti dello 0,2% (consensus +0,3%), su base annuale sono saliti del 3,1% (aspettative +3,2%).

Alessandro Piu 5 Luglio 201915:04

Per Filippo Diodovich, strategist di IG, quelle rese note dall’Us Bureau of Labor Statistics sono: 


“cifre molto positive che hanno  un impatto sul biglietto verde rafforzatosi rispetto alle principali divise. Il dollar index, indice che misura la forza della valuta statunitense nei confronti delle valute internazionali, ha evidenziato un bel balzo verso l’alto sui massimi delle ultime due settimane. Il cambio eurodollaro è sceso da 1,1270 a 1,1240. E’ da segnalare che nonostante i brillanti dati, la media nel 2019 di nuovi posti di lavoro creati al mese si mantiene comunque al di sotto dei 200 mila posti di lavoro creati (+172k per la precisione). Nel 2018 la media era stata pari a +223 mila impieghi.

Teniamo inoltre conto che sia abbastanza scontato che il braccio operativo del principale istituto centrale mondiale (Fomc) possa ridurre il costo del denaro negli Stati Uniti di 25 punti base nel prossimo meeting (decisione nella serata del 31 luglio) portandoli dal range 225-250 bps al range 200-225 bps. Le cifre molto positive sui NFP hanno solamente aumentato la percezione che la Federal Reserve agirà con un taglio di soli 25 punti base e non come molti avevano cominciato a predire di 50 punti base”.

Alessandro Piu 5 Luglio 201915:36

Per Michael Hewson, capo analista di Cmc Markets

“i report sui salariati non agricoli del mese di giugno toglie un po’ di benzina al rally messo a segno dalle borse nelle ultime settimane, in quanto mette in dubbio le ipotesi alla base delle attese per un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nel prossimo meeting di luglio. Molto dipenderà da cosa farà la Bce nella riunione del 25 luglio, che precede di una settimana quella della Fed. Se taglierà i tassi potrebbe spingere la Banca centrale americana a fare lo stesso”.