MERCATI EMERGENTI:
PROVE TECNICHE
DI RIBASSO

31 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Nel mese di maggio, i titoli azionari dei mercati emergenti hanno registrato la peggiore performance degli ultimi tre anni e mezzo. La causa principale e’ da ricercare nelle prospettive di alti tassi d’interesse unite ad un calo accentuato dei prezzi delle commodities, che hanno spinto gli investitori ad uscire dai mercati dell’area Bric (Brasile, Russia, India e Cina).

Il Morgan Stanley Capital International Emerging Markets Index, che e’ costituito dalle azioni di 26 Paesi in via di sviluppo a livello globale, ha registrato una performance negativa del 10% nell’ultimo mese. Ed e’ precisamente in calo del 14% dai massimi storici segnati lo scorso 8 maggio.

L’ultimo calo di tali dimensioni risale al mese di settembre 2002 (-11%), quando il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, aveva annunciato, in un intervento alle Nazioni Unite, la futura invasione dell’Iraq.

Secondo un articolo di Bloomberg.com, il Sensex, un indicatore utilizzato per descrivere l’andamento dei titoli azionari indiani, e’ in ribasso del 18% dai massimi del 10 maggio e del 12% dall’inizio del mese. Il ministro del commercio indiano, Kamal Nath, ha rassicurato sulla situazione, affermando che si tratta di una semplice correzione e che non c’e’ niente di cui preoccuparsi poiche’ l’economia del Paese continua a procedere sui binari giusti.

Nell’ultimo incontro del Fomc, la Banca Centrale Americana ha alzato il costo del denaro per la sedicesima volta consecutiva, portandolo al 5%, lasciando aperte le porte a futuri rialzi. Gli economisti danno per scontato un aumento dei tassi d’interesse anche da parte della BCE, che potrebbe portarli al 2.75% nel meeting che si terra’ il prossimo 8 giugno. Ed anche la Banca del Giappone potrebbe optare per un rialzo dei tassi nell’incontro di luglio, dopo oltre cinque anni.

Oltre alle prospettive di politica monetaria restrittiva, che potrebbero provocare un rallentamento generale dell’economia, a determinare tale situazione e’ stato, come accennato poco sopra, anche il brusco calo dei prezzi delle commodities. Nella settimana conclusasi lo scorso 19 maggio, il Reuters/Jefferies CRB Futures Price Index, un paniere composto da 19 beni, ha registrato la maggiore perdita settimanale degli ultimi 25 anni.