Mercati e investitori: fase transitoria di riallocazione dei portafogli

23 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ci apprestiamo a vivere l’ultima sessione di trading della settimana con l’unico dato importante in pubblicazione arriva dal Canada e riguarda l’indice dei prezzi al consumo (in attesa a 2.7% dal precedente 2.5%) e che potrebbe portare volatilità di medio periodo sui cross Canada e sulle commodity.

A parte questo potremmo renderci conto di quale sia il sentiment di mercato e se le correzioni che abbiamo visto sulle borse ieri e che stanno continuando in Asia (nel momento in cui scriviamo il Nikkei sta perdendo l’1.14%) potranno continuare anche per la giornata di oggi.

Le analisi delle diverse case di investimento ed analisi non riescono a trovare una linea guida comune per capire cosa sta accadendo sui mercati, a nostro parere si tratta di una fase transitoria di riallocazione dei portafogli che stanno aspettando prima di far confluire flussi di capitali su attività che prevedono un tempo minimo di mantenimento della posizione prima di poterla liquidare e si stanno rifugiando su strumenti di brevissimo periodo, liquidità in valute in primis.

E in un quadro del genere il dollaro americano è quello che sta performando meglio, con l’euro che su ogni salita viene venduto e tutte le altre valute a più alto rendimento rispetto al biglietto verde che sono scese di valore.

Anche per quanto riguarda le commodity currencies abbiamo dei forti movimenti di svalutazione (pensiamo al dollaro canadese, a quello australiano e neozelandese – che comunque non hanno oltrepassato livelli di attenzione di medio periodo), movimenti che si sono riflessi anche su oro e petrolio.

Le correlazioni che abbiamo seguito fino ad oggi ci sono e non ci sono, come abbiamo più volte ripetuto nei giorni scorsi, per cui affidiamoci a singoli strumenti per operare, tenendo in mente che il quadro generale vede euro e sterlina deboli contro il dollaro e che il sentiment sul rischio per la giornata sembrerebbe essere ancora negativo.

EurUsd
Passiamo all’ultima analisi tecnica della settimana incominciando col vedere l’eurodollaro, che rende complesso qualsiasi tipo di analisi…
Le speranze, infatti, di vedere l’euro continuare ad apprezzarsi nella giornata di ieri sono state bruscamente interrotte dalla prima candela a quattro ore del mattino, che ha superato velocemente il supporto dinamico passante poco al di sopra di 1.32. Non ha funzionato nemmeno quella figura che qualcuno di voi ha potuto intravedere, un testa spalle ribassista, dato che rotta la neckline a ribasso (1.3190) il movimento che ne è seguito è stato prontamente negato invece di continuare sino al potenziale obiettivo al di sotto di 1.31. Ed ora? Come dicevamo poco sopra, non sembra facile né analizzare il lungo periodo né il breve: in linea di massima proveremmo ad allargare un po’ il nostro orizzonte e considerare due livelli statici molto forti, come 1.3145 e 1.3290 come gli estremi di un range oltre il quale far correre la posizione presa in rottura.

UsdJpy
La trama si complica anche sul cambio UsdJpy. La rottura della tendenza di medio/lungo periodo avvenuta ieri a 82.75 ha portato solamente in parte ad un accelerazione dei prezzi a ribasso. Dopo che i prezzi sono giunti a 82.35 è incominciato un percorso di recupero che ha condotto nuovamente il cambio a toccare la trendline, quasi a voler nuovamente tornare a salire. Ciò che nel frattempo giudichiamo interessante è che il movimento ha portato al test perfetto della media mobile di lungo (100), fatto che non accadeva dall’8 febbraio scorso. Per le prossime ore torneremo positivi sul cambio, oltre la rottura del livello statico di 83 figura.

EurJpy
Non ha retto il supporto di 110 figura sul cambio, portando ad un’accelerazione a ribasso più esplosiva di quella vista sul UsdJpy: parliamo, infatti, di più di 100 pip di movimento. Con grande precisione, anche in questo caso, abbiamo visto i prezzi fermarsi sulla media di lungo (sempre 100), 108.55, coincidente con un rintracciamento del 50% del movimento positivo compreso fra inizio marzo e due giorni fa. In linea di massima, vale quanto detto per l’eurodollaro: difficoltà di interpretazione del movimento di fondo, ma possibilità che “qualcosa accada” oltre la rottura dei due livelli visti.

GbpUsd
Il cable risulta essere ancora meno comprensibile dell’eurodollaro. Dal punto di vista tecnico poi non sembra possibile trovare qualche livello davvero utile per un trading giornaliero. Sembra il classico caso di un cambio da guardare, ma non tradare, sino a che arriverà qualche conferma: per esempio la rottura di 1.5910 per un movimento di breakout di 70-80 pip.

EurChf
Oramai sempre più simile ad un cambio fisso che ad un tasso libero di fluttuare, l’eurofranco ha mostrato ancora una volta quanto 1.2050 sia un livello utile per sfruttare i 10-15 pip di range giornalieri. Continuiamo a ripeterlo, oltre 1.2070 aumentano le possibilità di accelerazione rialzista dei prezzi.

AudUsd
Continua il movimento negativo del dollaro australiano. Il cambio AudUsd dall’ultimo giorno di febbraio (dal doppio top di 1.0845) ha mostrato un calo di 5 figure racchiudibile in un canale discendente molto preciso dall’ampiezza di 300 punti circa. Questo, molto ben visibile su un grafico con candele a quattro ore, indica un livello obiettivo a ribasso oggi in area 1.03 figura. Allo stesso modo possiamo notare che l’inversione di questo trend sarà definitiva al di sopra di 1.0560 (per la verità non sfruttabile nel breve) dato che in questa zona transitano anche le due medie di lungo.

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