MERCATI, ATTENZIONE CHE SERVONO ALTRI BOND

23 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro la sessione si è conclusa con un ulteriore rialzo dei tassi che portato il tasso decennale sopra il 4,20% ed il differenziale di curva a 20 pb dai precedenti 23. La sessione è stata molto volatile soprattutto per i listini azionari, con un’apertura all’insegna dell’ottimismo per il piano di salvataggio Usa ed una chiusura negativa a causa dei timori legati all’attuabilità del piano.

Meno penalizzati i paesi periferici con il differenziale sul decennale Italia-Germania sceso a 68 pb, dopo che la scorsa settimana ha toccato gli 81 pb. Sempre elevate invece le tensioni sul monetario con il tasso Euribor tre mesi fissato oltre il 5%. Intanto continuano le immissioni di liquidità da parte delle banche centrali. Ieri la Bce ha collocato 40 Mld$, la Banca Svizzera ha collocato 10 Mld$ e la Boe 40 Mld$ con richieste giunte solo per 26 Mld$.

Analogamente a quanto deciso in Usa e UK, anche la Consob ha deciso di vietare le vendite allo scoperto di titoli di banche ed assicurazioni fino al 31 ottobre, imponendo che il titolo debba essere disponibile al momento dell’ordine e fino alla data di regolamento dell’operazione. Negli Usa i tassi di mercato sono leggermente calati sulla parte a breve e saliti leggermente sul lungo, comportando un irripidimento dello spread 2-10 anni da 164 a 171pb.

Nonostante i ribassi delle borse la reazione dei Treasury è stata tiepida su timori che il piano del Tesoro richiederà ulteriori emissioni di bond, diluendo così il valore di quelli già esistenti. Le borse Usa hanno chiuso in forte calo guidate dalle banche regionali, sulla speculazione che gli istituti di dimensione ridotta non beneficeranno del piano di salvataggio del Tesoro. Oggi l’evento principale della giornata sarà l’intervento di Bernanke e Paulson presso il Senato.

Tra gli operatori c’è un forte interesse nel capire le modalità con cui il governo acquisterà queste passività dalle banche ed a quale prezzo. Morgan Stanley ha raggiunto un accordo con la principale banca giapponese (Mitsubishi UFJ Financial) per la vendita fino al 20% del proprio istituto (8,5Mld$). Il capitale ricavato servirà nel processo di transizione in banca commerciale.

Segnaliamo che aumentano le proteste da parte degli hedge fund nei confronti della Sec con riferimento al divieto di vendita allo scoperto. La MFA (l’associazione di riferimento della categoria) ha mandato una lettera alla Sec richiedendo un incontro la prossima settimana, poiché ritiene tale decisione ingiusta. Sul decennale la resistenza si colloca per oggi al 3,90%, il supporto al 3,75%.

Valute: il Dollaro si è deprezzato al ritmo maggiore di sempre verso Euro su timori che il piano del Tesoro aumenti in modo elevato il debito degli Usa. Dopo aver superato di slancio la resistenza 1,4640 (adesso nuovo supporto), il cross trova il livello successivo collocato a 1,49. Oggi il discorso presso il Senato potrebbe portare una certa volatilità sul cross, mentre questa mattina sono da seguire i dati europei Pmi di settembre.

Prosegue il deprezzamento dello Yen vs Euro sulla scia del rialzo dell’Euro/Dollaro. La resistenza di riferimento si colloca distante, in prossimità di 158,60/80. Il livello di resistenza più vicino si colloca a 156,85 circa. La debolezza del Dollaro si riflette anche verso lo Yuan cinese, salito ad un nuovo livello record.

Materie Prime: fortissimo rialzo del greggio Wti che a NY è salito fino a 130$ sulla scia del deprezzamento marcato del Dollaro, ma in assenza di notizie fondamentali rilevanti. Il movimento sarebbe da attribuire a ricoperture forzate da parte di un grande operatore in vista della scadenza del contratto di ottobre (ieri era l’ultimo giorno di contrattazione). L’anomalia e l’entità del movimento riapre la discussione sull’impatto della speculazione sul mercato e sull’eventuale manipolazione dei prezzi. Il Cftc ha annunciato che sta indagando per valutare se possa esserci stata qualche operazione illegale.

Questa mattina i prezzi sono in calo intorno ai 108$/barile. La debolezza del Dollaro ha comunque impattato in modo positivo sull’intero comparto, che ha probabilmente beneficiato anche dei flussi in uscita dai listini azionari. All’interno dell’indice Gsci la pressoché totalità dei componenti ha chiuso in rialzo. In evidenza i preziosi con oro (+5%) ed argento (+7,8%) positivi

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