MERCATI: ANCORA INCERTEZZA E MINORE TOLLERANZA AL RISCHIO

18 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono calati sulla parte lunga della curva e saliti sul breve. Lo spread 2-10 anni è calato da 202pb a 197. Sono proseguiti i ribassi dei listini azionari europei sulla scia dell’andamento delle borse Usa.

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Aumenta l’avversione al rischio tra gli operatori come testimoniato dall’allargamento dell’indice EMBI+ Spread, salito per il sesto giorno consecutivo. Nel corso della giornata si è avuto anche un temporaneo allargamento dello spread Btp-Bund sul tratto decennale che si è spinto fino a 86pb, per poi calare a 83 in prossimità della chiusura. Sul fronte macro non ci sono stati dati rilevanti. Oggi è atteso l’indice Zew tedesco di agosto che, secondo il consenso di mercato, dovrebbe mostrare un aumento marcato della fiducia degli analisti ed investitori per i prossimi mesi.

Ieri Weber, presidente della banca centrale tedesca, ha dichiarato che la Germania non è ancora fuori dalla recessione, anche se il momento peggiore potrebbe essere alle spalle. Le banche tedesche potrebbero ancora essere danneggiate da un aumento della disoccupazione e dalle insolvenze sui finanziamenti concessi, pertanto sarebbe consigliabile che aumentino il proprio capitale (anche tramite il governo se necessario) piuttosto che semplicemente ridurre i finanziamenti erogati ad imprese e privati. Oggi sul decennale governativo tedesco il supporto si colloca a 3,27%, mentre la resistenza passa da 3,40%.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati su tutte le scadenze. Lo spread 2-10 anni è sceso da 252 a 246pb. Le borse hanno proseguito la fase di ribasso con l’indice S&P500 tornato sotto i 1.000 punti guidato dal settore finanziario. A poco è servito il dato relativo all’attività manifatturiera dello stato di NY, uscito ad agosto molto superiore alle attese (+12,08 da -0,55, prima espansione dall’aprile 2008) e la fiducia dei costruttori di agosto al massimo da oltre un anno (18 da 17).

La Fed ed il Tesoro hanno annunciato l’estensione del TALF (finalizzato all’erogazione di prestiti per l’acquisto di titoli aventi come sottostante prevalentemente credito al consumo). Per i titoli di nuova emissione aventi come garanzia mutui commerciali, la scadenza è stata posticipata al 30 giugno 2010 dal 31 dicembre 2009. Per gli altri titoli garantiti da varie forme di collaterale ed i CMBS emessi prima del 1° gennaio, la scadenza è stata estesa al 31 marzo 2010.

Le autorità hanno dichiarato che non è esclusa un’ulteriore estensione in futuro qualora sia necessaria. Finora il piano ha avuto poco successo, poiché al 12 agosto è stato utilizzato per 29,6Mld$ pur avendo un potenziale di utilizzo di 1.000Mld$.

Un report della Fed ha evidenziato ieri che nel secondo trimestre le banche Usa hanno irrigidito i criteri di erogazione di tutti i tipi di finanziamenti, annunciando l’intenzione di mantenerli almeno fino al secondo semestre 2010. La maggior parte delle banche ha citato l’incertezza dell’outlook economico ed una minore tolleranza al rischio come cause della loro decisione.

Sul fronte macro oggi sono attesi i dati relativi al Ppi, all’apertura di nuovi cantieri ed i permessi edilizi di luglio. Sul decennale governativo il supporto si colloca in area 3,45-47%.

Valute: il calo delle borse ha favorito un apprezzamento del Dollaro vs Euro con il cross in avvicinamento all’area di supporto collocata in prossimità di 1,40. Per oggi la resistenza dinamica si colloca a 1,4250 e l’andamento del cross dovrebbe riflettere quello delle borse. Attenzione allo Zew tedesco che potrebbe portare una certa volatilità questa mattina qualora uscisse molto inferiore al consensus (che è particolarmente ottimista). Lo Yen si è leggermente deprezzato vs Euro e Dollaro durante la notte, complice un assestamento dei listini azionari asiatici. Verso Euro oggi il supporto è collocato a 132,50, mentre le resistenze si collocano a 134,60 e 135.

Materie Prime: ieri chiusura negativa per quasi tutte le componenti del GSCI sulla scia dell’apprezzamento del Dollaro e del calo delle borse. Continua a scendere il greggio WTI (-1,1%), ignorando la notizia di un uragano (Bill) in formazione sull’Atlantico, anche se per adesso non viene ritenuto un pericolo per gli impianti energetici del Golfo del Messico. Pesante ribasso per i metalli industriali, con il piombo, rame e zinco che perdono oltre il 3%. Tra i preziosi forte ribasso dell’argento (-5,1%), più contenuto il calo dell’oro (-1,3%). Tra gli agricoli forte calo per soia (-3,6%), cacao (-3,5%) e cotone (-3,3%).

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