Mercati: a dispetto della liquidità, manca la voglia di rischiare

23 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Questa settimana si apre all’insegna dell’incertezza – in particolare quella politica – che vede l’Australia prossima ad un parlamento sospeso. Dopo aver vinto di misura le elezioni generali tenutasi in Australia il 21 agosto scorso, il primo ministro Australiano Julia Gillard, trascorrerà questa settimana negoziando con i Verdi e le fazioni indipendenti per formare un governo unito.

L’esperienza recente in Inghilterra potrebbe fornirle l’ispirazione necessaria: dopo le elezioni, e dopo un parlamento sospeso in cui sembrava che nessuno conducesse il paese, una coalizione stabile è stata creata e idee interessanti sono emerse. Se la Gillard fallisse, il suo avversario diretto Tony Abbott della coalizione Liberal-Nazionalista proverà a formare un governo. Sarebbe una vittoria ancora più incredibile dell’ascesa della Gillard stessa.

Ovviamente l’Aussie soffrirà questa settimana, finchè non si riuscirà a stabilire un governo maggioritario. Ricordiamo che Julia Gillard è la prima donna a raggiungere la carica di primo ministro, e ha dato una spinta fortissima al Labor che stava perdendo consenso a vista d’occhio solo qualche mese fa.

Le cose stanno cambiando anche più a nord dell’Australia, e rimaniamo sempre nel Pacific Rim: già in modalità “introspettiva” la settimana scorsa dopo la conferma del sorpasso Cinese ai danni del Paese del Sol Levante, il Giappone dovrà ricalibrare il proprio posto nel mondo. Ieri, 22 agosto, è stato il 100° anniversario dell’annessione della Korea, una risoluzione ingiusta che è stato il preludio delle atrocità nipponiche sul paese.

Dal 1945, l’identità nazionale del Giappone è stata legata alla primazia economica in Asia ma ora le cose sono cambiate e dovrà pensare ad un nuovo ruolo, oltre a pensare alla sua economia: ha ancora il tasso debito/Pil più alto tra i paesi del G20 ed una deflazione corrosiva.

Anche l’azionario probabilmente subirà un’altra settimana volatile all’insegna delle discese – ma non è una gran sorpresa. Siamo alla fine dell’estate, il volume di trading è ridotto,e anche se gli utili aziendali tengono a galla l’azionario in alcuni frangenti, i report macroeconomici pesano sulla psiche degli investitori.

Sappiamo benissimo che l’economia globale non sta soffrendo una mancanza di fondi o liquidità; quello che manca è la fiducia e la volontà di rischiare. Affrontiamo questa settimana con positivi e negativi: dal lato positivo, crescono i fusioni e acquisizioni tra aziende (quindi più linfa vitale anche per il mercato FX); dall’altro lato il mercato lavorativo americano non fa presagire nulla di buono, e probabilmente comporterà l’atteggiamento “risk-off” tra i trader.

Del resto, con i jobless claims a 500k e Philadelphia Fed a -7.7, sappiamo che le problematiche strutturali degli USA sono oramai uscite alla luce del giorno. Oramai nei corridoi delle banche d’affari si vocifera anche di un USD che perde lo status di moneta di riserva…ma queste speculazioni sono ancora fuori luogo.

Passiamo invece all’analisi tecnica in questo inizio di settimana e vediamo che l’Euro rimane sotto tono, con discese che venerdì hanno rotto il canale che ha contenuto l’EurUsd per tutta la settimana scorsa. Oggi siamo sotto quel livello (1,2780) ma mentre scriviamo siamo in risalita e forse assisteremo ad un test di 1,2730 (prima resistenza da superare per poter assediare 1,2780).

L’euro rimane debole anche contro Chf: siamo a 1,3130 mentre scriviamo e questo “pavimento” è il supporto fondamentale sotto cui c’è il vuoto. I rialzi (di breve termine) si possono avere solo dopo aver superato 1,3150 (MM 100 periodi) e poi 1,3180. Così si può sperare in un 1,3250.

L’EurJpy è ugualmente incerto, con una tendenza ribassista nel breve termine che sta spingendo il cambio verso 108,20 di nuovo. La trendline passa per 108,68 attualmente quindi quello è il livello da rompere per rivedere salite. Il supporto invece si trova in primis a 108,42 e poi 108,20.

Passiamo alle sterline e vediamo che siamo in “pausa” dopo il breve trend ascendente che ha portato il Cable da 1,5460 a 1,5560. Ora abbiamo diversi livelli importanti tutti ravvicinati: 1,5572 è la resistenza, 1,5560 è il primo supporto e 1,5550 è il secondo supporto. Occhio quindi al break out possibile qui, perché il range è veramente strettissimo. GbpChf presenta una situazione simile seppure meno stretto: 1,6070 è il supporto, 1,6115 è la resistenza da cui rompere.

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