MENO PROBABILE UN RITORNO NELLA RECESSIONE

19 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono rimasti pressoché stabili ad eccezione del tasso a due anni che ha subito un forte rialzo a causa del cambio del benchmark. L’asta sul nuovo Schatz tedesco ieri ha registrato una buona domanda con un bid-to-cover a 1,45 anche se in calo dall’1,9 dell’asta precedente. Oggi sarà la volta della Francia che offrirà titoli a 2,3,4 e 5 anni e titoli indicizzati a 8 e 11 anni fino ad un totale di 7 Mld€. La Spagna invece emetterà 3,5 Mld€ di titoli al 2024. Oggi a Bruxelles il consiglio europeo è chiamato a decidere sulle alte cariche dell’Unione, come la presidenza in cui è favorito il premier belga e rappresentante per gli affari esteri che vede in lista Massimo D’Alema. Le minute della Boe hanno evidenziato come la decisione di aumentare l’ammontare di bond da acquistare a 200 Mld£ non sia stata unanime, ma ha visto un membro votare a favore del mantenimento degli acquisti a 175 Mld£ ed un altro a favore di un rialzo a 215 Mld£.

Inoltre dalle minute è emerso che c’è stata anche una discussione sulla possibile riduzione del tasso di remunerazione pagato dalla Boe sulle riserve delle banche commerciali. Trichet, secondo quanto riportato dal Wsj, durante una conferenza ha posto l’accento sulla necessità di dare una maggiore regolamentazione alle compagnie assicurative, in quanto queste se sono troppo grandi possono causare gravi rischi al sistema finanziario. Secondo Trichet infatti è necessario cambiare la tradizionale visione di assicurazioni e fondi pensione, poiché detengono circa il 10% del debito emesso dalle banche dell’area Euro. Oggi in area Euro non sono attesi dati di rilievo.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati sulla parte breve e saliti sul lungo comportando un aumento dello spread 2-10 anni da 256 a 262pb. Il rialzo della parte a lunga è dovuto alle parole del presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, il quale ha dichiarato che in base al comportamento della Fed nelle ultime due recessioni, la fase di rialzo dei tassi potrebbe cominciare non prima dell’inizio del 2012. Questo annuncio ha portato gli operatori ad aumentare le aspettative di inflazione come evidenziato dal rialzo delle breakeven sui Tips. Bullard ha comunque aggiunto che la consapevolezza del rischio di creare bolle speculative sugli asset sarà un argomento da valutare nella decisione che la Fed prenderà. Tale considerazione potrebbe portare la banca centrale ad anticipare i tempi.

Attualmente Bullard non è membro votante, ma lo diventerà il prossimo anno. Questa mattina il presidente della Fed di Filadelfia, Plosser, ha dichiarato di non essere preoccupato dell’inflazione nel breve periodo e che non vede la necessità di modificare la politica monetaria alla luce dell’andamento attuale dei prezzi. Ha aggiunto di ritenere meno probabile lo scenario di un “double dip”, ossia un ritorno nella recessione, rispetto ad alcuni mesi fa. Le borse Usa hanno chiuso leggermente negative penalizzate soprattutto dal comparto tecnologico. Sul fronte macro sono risultati deludenti i dati immobiliari di ottobre relativi all’apertura di nuovi cantieri ed ai permessi edilizi, entrambi calati in modo inatteso. Nello stesso mese i prezzi al consumo hanno invece evidenziato un recupero. Oggi sul decennale il supporto si colloca al 3,30%.

Valute: ieri si è assistito ad un deprezzamento del Dollaro vs Euro con il cross tornato in prossimità di 1,50 (resistenza dinamica per oggi). Il supporto continua a collocarsi in prossimità di 1,48-1,4820. Questa mattina si sta assistendo ad un apprezzamento del Dollaro sulla scia del calo delle borse asiatiche e della partenza incerta di quelle europee. Yen in apprezzamento durante la notte sulla scia dei ribassi della borsa giapponese. Verso Euro il supporto più vicino si colloca in prossimità di 132, il successivo a 131.

Materie Prime: tra gli energetici lieve rialzo per il greggio Wti (+0,6%) favorito dal calo delle scorte Usa di greggio, benzina e distillati. Forte calo per il gas naturale (-6,1%) penalizzato dal calo della domanda Usa a causa di temperature miti. Andamento positivo per i metalli industriali guidati dal nichel (+1,5%). In controtendenza lo zinco (-0,7%). Tra i preziosi nuovo record dell’oro a 1153,40$/oncia, dopodiché il prezzo è ritracciato per tornare sotto soglia 1140$. Tra gli agricoli in calo il grano (-1,5%) su attese che la Russia possa avere il maggiore raccolto di grano invernale da oltre 10 anni. In forte rialzo il cacao (+3,7%).

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