Mediobanca: sui conti pesano i titoli di stato della Grecia

21 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Mediobanca ha chiuso a giugno scorso l’esercizio 2010-2011 con un utile netto di 368,6 milioni, in calo dell’8% rispetto ai 400,8 milioni dell’esercizio precedente.

Sul risultato hanno pesato poste negative non ricorrenti per 238 milioni riferibili in gran parte a rettifiche sulla quota in Telco (120 mln) e su bond greci (109 mln). Nel solo quarto trimestre, i conti mostrano una perdita di 50,3 milioni (dall’utile di 46,4 mln del quarto trimestre 2009-2010). I risultati sono sostanzialmente in linea con le attese degli analisti.

Invariato a 0,17 euro per azione il didivendo proposto dal cda, che ha dato oggi il via libera ai conti. A fine esercizio, il Core Tier1 si attestava all’11,2% (da 11,1% a giugno 2010). Il gruppo, sottolinea la nota diffusa dopo il cda sui conti, “si conferma solido, liquido e con fonti di raccolta diversificate”.

In particolare, i 238 milioni di poste negative sono costituiti dal saldo tra 155 milioni di rettifiche su partecipazioni azionarie (di cui 120 mln riferibili a Telco), 120 milioni di rettifiche su obbligazioni (di cui 109 mln bind Grecia), 38 milioni di anticipo svalutazioni Telco e Grecia effettuate da Generali nella semestrale e una posta positiva per 75 milioni da ripresa di valore su una posizione creditizia.

In vista della chiusura di un primo trimestre dell’esercizio in corso che si profila assai difficile, considerato che comprende il periodo luglio-settembre in cui si è scatenata la bufera sui mercati, Mediobanca ha apportato svalutazioni particolarmente rigorose.

I titoli governativi della Grecia, infatti, sono stati svalutati del 46% sulla base del valore di mercato contro il 20% effettuato in media dalle altre banche europee.

Il margine d’intermediazione è sceso dello 0,8% a poco sopra i 2 miliardi. Al netto delle poste non ricorrenti i ricavi normalizzati sono risultati in crescita del 7%, trainati dalla ripresa del comparto Retail e private banking. Il margine d’interesse è aumentato del 17% a poco più di un miliardo.

Stabile la raccolta a 52 miliardi, per circa il 60% riferibile e clientela retail (depositi Che Banca! e obbligazioni Mediobanca collocate al retail). Per quanto riguarda le singole divisioni, il Corporate e Investment Banking ha realizzato un utile netto stabile a 242 milioni malgrado la svalutazione dei bod greci. Il Principal Investing ha registrato un utile netto di 69 milioni (da 185 mln di giugno 2010).

Il valore di mercato delle partecipazioni era stabile a fine esercizio, prima della bufera estiva dei mercati, a 3,1 miliardi rispetto ai 3 miliardi di giugno 2010. Il Retail e Private Banking ha visto un utile di 78 milioni contro la perdita di 32 milioni dell’esercizio precedente. In particolare, la perdita netta di CheBanca! si è dimezzata a 39 milioni, con depositi saliti a 10 miliardi (da 9,6 mld) e clienti in crescita del 26% a 430 mila.

Il titolo Mediobanca, quotato sul Ftse Mib, cede alle 14.30 circa ora italiana più dell’1%, attestandosi a quota 5,63 euro.