MATERIE PRIME: OCCHIO AI RIBASSI DEL GRANO

3 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva a fronte di un pesante calo dei listini azionari. Negative anche le notizie macro dell’area Euro. I Pmi manifatturiero di febbraio sono rimasti intorno ai 30 punti, molto lontano dalla soglia dei 50. In Italia il Pil annuale del 2008 ha registrato una contrazione dell’1%, il minimo dal 1975. Superiori alle attese invece i dati sull’inflazione di febbraio. Il dato italiano ha registrato un tendenziale fermo all’1,6%, con all’interno un rialzo dovuto soprattutto all’incremento dei prezzi dei tabacchi. Il dato preliminare dell’intera area Euro è invece salito all’1,2% a/a a fronte di un consensus dell’1%.

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In Francia invece il primo ministro ha dichiarato che nel 2009 la crescita del paese potrebbe contrarsi dell’1%-1,5% con un deficit che potrebbe salire in prossimità del 5%. In Europa dell’Est continuano le tensioni, con le valute locali che continuano a deprezzarsi ed i Cds ad allargarsi. La Polonia, che dovrebbe adottare la valuta unica nel 2012, ha rinnovato la richiesta per una procedura accelerata di ingresso nell’area Euro al fine di riuscire a superare al meglio l’attuale crisi. Intanto Almunia in mattinata ha dichiarato che le banche dell’est Europa se necessario dovranno essere ricapitalizzate dalle controllanti occidentali. La Romania invece ha iniziato i colloqui con il Fmi per un accordo di finanziamento.

Sul fronte corporate la Germania sta discutendo con gli Usa sul futuro della Opel che ha richiesto maggiore indipendenza dalla GM e capitali per 3 Mld€ circa. Oggi gli operatori resteranno in attesa del discorso di Trichet e di Bernanke. Sul decennale il supporto resta il 3%. Negli Usa i tassi di mercato sono calati su tutta la curva sulla scia del crollo dei listini azionari. L’indice S&P500 è sceso sotto soglia 700 per la prima volta dall’ottobre 1996 guidato dai settori energetico, materie prime e finanziario. Il Dow Jones è calato sotto soglia 7000. Il colosso assicurativo AIG ha annunciato una perdita nel quarto trimestre pari a 61,7Mld$. Si tratta del peggiore risultato trimestrale della storia delle aziende Usa. La perdita per l’intero 2008 si attesta così a quasi 100Mld$, costringendo il governo ad iniettare altri 30Mld$ di capitale nella società. In cambio della cessione di due controllate alla Fed, AIG otterrà una riduzione degli oneri finanziari sui prestiti già concessi.

Sul fronte macro l’Ism manifatturiero di febbraio è leggermente salito da gennaio (35,8 da 35,6), ma rimane ancora nell’area che segnala contrazione della crescita nei prossimi mesi. A gennaio è tornata positiva la spesa personale (+0,6% m/m) dopo sei mesi consecutivi di contrazione, favorita dagli sconti post natalizi. In forte contrazione la spesa per costruzioni a gennaio (-3,3% m/m). Lacker, membro votante della Fed, ieri ha suggerito che la Fed potrebbe necessitare un aiuto dal Tesoro che potrebbe farsi carico di alcuni asset acquisiti dalla banca centrale nel tentativo di sostenere l’economia. Anche Plosser, altro membro della Fed, aveva suggerito un’eventualità simile alcuni giorni fa, per alleviare le pressioni sul bilancio della banca centrale in modo da rendere più efficace lo spazio di manovra in ambito di politica monetaria. Sul comparto obbligazionario nel breve la resistenza principale si colloca al 3,05% sul decennale.

Valute: giornata volatile per il cross Euro/Dollaro che continua a rimanere al di sopra del supporto 1,25 nonostante il forte calo delle borse. Per oggi l’area di resistenza si colloca nella fascia 1,2665- 1,27. Ritorna il deprezzamento dello Yen verso Euro e Dollaro dopo il mancato taglio dei tassi della banca centrale australiana che ha interrotto la fase aggressiva di taglio, aumentando la domanda di asset rischiosi. Restano validi i livelli di resistenza segnalati ieri. Verso Euro il livello più importante si colloca a 126, mentre verso Dollaro a 98,70.

Materie prime: giornata negativa per le materie prime penalizzate dalle tensioni sui mercati. Forte calo per il greggio Wti che ha perso più del 10% (il maggior declino in sette settimane). Negativi anche tutti gli industriali, con il rame che ha registrato un -1,9% sulla scia dei timori che la domanda industriale possa scendere ulteriormente a causa del crollo delle economie USA e cinese. Tra gli agricoli il grano (-2,1%) ha toccato il livello più basso in 11 settimane. Lieve calo dei metalli preziosi, con l’oro e l’argento che hanno perso circa lo 0,3%. Alcuni investitori li stanno vendendo per bilanciare le perdite ottenute sui mercati azionari.

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