MATERIE PRIME: OCCHIO AI GUADAGNI DEL GAS NATURALE

8 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – Tassi di interesse:in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva dopo la riunione della Bce conclusasi con un taglio del tasso di riferimento di 25 pb all’1%. A guidare l’andamento dei tassi sono state soprattutto le dichiarazioni di Trichet in merito alle nuove misure non convenzionali che la Bce adotterà a partire da giugno. E’ stato annunciato: 1) l’allungamento della scadenza da 6 a 12 mesi per le operazioni di rifinanziamento, a partire da quella del 23 giugno, con allocazione piena (full allotment) ed unico tasso pari a quello di riferimento. Per le operazioni successive a quella di giugno, potrà essere applicato uno spread che, in caso di ulteriore taglio del tasso di riferimento, dovrebbe evitare il rischio di rimandare le richieste di rifinanziamento; 2) la Bce inizierà acquisti di covered bond denominati in Euro ed emessi all’interno dell’area per un ammontare di circa 60Mld€. I dettagli tecnici sulle modalità di effettuazione di tali acquisti saranno forniti nel corso del meeting del 4 giugno. La Bei farà da controparte in questo tipo di operazione a partire dall’8 luglio. La Bce dice di attendersi una domanda da parte Bei pari a 10Mld€ che dovrebbe generare investimenti addizionali per 40Mld€. Infine Trichet ha dichiarato che l’istituto non ha deciso di indicare l’1% come il livello minimo assoluto di posizionamento del tasso di riferimento, lasciando così aperte le porte ad eventuali altri tagli. In conclusione ci aspettiamo un mantenimento dei tassi fermi all’1% fino alla fine dell’estate, quando non è escluso un ulteriore taglio da 25 pb. La Boe ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,50%, annunciando un aumento della quantità di bond acquistati pari a 50Mld£, portando il totale a 125Mld£. Sul decennale si è assistito ad un marcato rialzo dei tassi, con la resistenza collocata in area 3,42-3,47%, dove passano le medie mobili a 200 giorni (semplice ed esponenziale). Negli Usa i tassi di mercato sono saliti in modo particolare sulla parte a lunga della curva poiché nel corso dell’asta da 14Mld$ di Treasury a 30 anni, gli investitori hanno richiesto tassi di rendimento superiori alle attese, ai massimi da metà novembre. Si è assistito anche a prese di profitto sui mercati azionari, con i ribassi guidati dai settori legati alle materie prime, IT e finanziari. Ieri sera sono arrivati i risultati ufficiali degli attesi stress test. La Fed ha determinato che entro la fine del prossimo anno le principali banche potrebbero realizzare perdite fino a 599Mld$ nel caso di andamento dell’economia peggiore delle attese. La maggior parte del rischio è legata a possibili perdite collegate ai mutui (stimate in 185,5Mld$), la seconda principale fonte di rischio è da collegarsi a potenziali perdite di trading (99,3Mld$). La Fed ha ordinato così a 10 banche di raccogliere 74,6Mld$ di capitali. Tra le banche più esposte segnaliamo Bank of America (33,9Mld), Wells Fargo (13,7Mld), Gmac (11,5Mld), Citigroup (5,5Mld) e Morgan Stanley (1,8Mld). Nove banche, tra cui i colossi Goldman Sachs e JP Morgan, hanno l’attuale capitale ritenuto adeguato. Le banche che necessitano ulteriore capitale avranno tempo fino all’8 giugno per elaborare un piano su come raccoglierlo (cercando probabilmente di raccoglierlo dai privati tramite emissioni di nuove azioni ordinarie ed obbligazioni non garantite dal governo, la conversione di azioni privilegiate in ordinarie o la vendita di asset anziché ricorrere direttamente ai fondi del governo) e fino al 9 novembre per implementarlo. Dopo la presentazione dei risultati degli stress test i titoli di Citigroup e Bank of America hanno segnato un marcato rialzo. Per oggi l’attenzione è sui dati del mercato del lavoro con possibilità di dati migliori rispetto alla perdita attesa di 600.000 posti di lavoro nel comparto non agricolo.

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Valute: Dollaro in deprezzamento verso Euro fino a spingersi in prossimità di 1,3470. L’introduzione di acquisti di covered bond in forma solo molto blanda ha frenato l’iniziale reazione improntata al deprezzamento del Dollaro. Ora il cross potrebbe essere più dipendente dall’andamento dei mercati azionari, trovandosi di fronte ad una resistenza molto importante collocata a 1,3460 (media semplice a 200 giorni). Supporto a 1,3250 circa. Lo Yen vs Euro si colloca in prossimità dell’importante livello 133,30 che per oggi costituisce la resistenza di riferimento poiché passa la media mobile esponenziale a 200 giorni. Al di sopra di tale livello si aprono spazi per un rialzo fino alle resistenze successive: 134,30 e 137,40.

Materie prime: tra gli energetici prosegue il rialzo del gas naturale (+5%) e del greggio Wti (+0,7%) nonostante i realizzi arrivati sulle borse europee ed Usa. Andamento contrastato per i metalli industriali, in rialzo invece i preziosi guidati dall’argento (+2,3%). Contrastati gli agricoli con il rialzo del grano (+2%) ed il calo della soia (-1,4%), quest’ultima penalizzata dai timori di minori importazioni dalla Cina.

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