Materie prime, è il momento degli agricoli. Nuovo record per la soia

21 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: ieri, dopo un inizio di seduta in rialzo per i listini europei, alimentati dalle indiscrezioni di Der Spiegel secondo cui la Bce starebbe valutando la possibilità di porre un tetto al livello dei tassi oltre il quale intervenire con acquisti di bond, si è assistito ad un’inversione che ha visto listini azionari chiudere in negativo. Ha chiuso invece in calo (anche se meno rispetto ai livelli della prima parte di seduta) lo spread italiano e spagnolo.

L’inversione di rotta dei listini è arrivata dopo la contrarietà a tale ipotesi espressa dal governo tedesco, mentre la Bundesbank nel suo bollettino mensile ha criticato l’acquisto di bond da parte della Bce.

Successivamente il portavoce della Bce ha dichiarato che “è assolutamente fuorviante riportare decisioni che non sono state ancora prese … e che non sono state ancora discusse dal consiglio Bce”. Ricordiamo che la prossima riunione Bce sarà tenuta il prossimo 6 settembre. La stessa Bce ha comunicato che, per la ventitreesima settimana consecutiva, non ha effettuato alcun acquisto di bond governativi.

Ieri si è tenuto un incontro tra i ministri degli esteri di Germania e Grecia da cui è emerso che la Germania non alleggerirà le sue richieste per un accordo con Atene. Ricordiamo che in questa settimana a partire da domani il primo ministro greco Samaras terrà diversi incontri con Juncker, Hollande e Merkel per discutere di una possibile dilazione del programma di riforme richiesto in cambio di aiuti internazionali.

Il giornale greco Ekathimerini riporta che il governo starebbe per varare una manovra di austerità da 13,5Mld€, ossia più ampia rispetto agli 11,5Mld€ prima annunciati.

La Troika, come riportato da Reuters, che cita una fonte anonima, riprenderà la sua missione in Grecia nei primi giorni di settembre, mentre l’obiettivo del governo è quello di raggiungere un accordo metà settembre quando si terrà una riunione dell’Eurogruppo.

Intanto in Spagna la pesante recessione, secondo il quotidiano El Pais, potrebbe portare il governo a mettere in campo una nuova manovra necessaria a rispettare l’obiettivo di deficit/Pil al 6,3% a fine anno.

L’agenzia di rating Moody’s nel suo rapporto sugli squilibri esterni della zona Euro, ha riportato che Grecia ed Irlanda potrebbero completare il loro programma di risanamento nel 2016, mentre Italia, Spagna e Portogallo potrebbero uscire dall’attuale crisi nel 2013 se sapranno applicare le riforme adottate fino ad ora.

Oggi è attesa l’emissione di titoli a breve spagnoli fino a 4,5 Mld€ e del fondo Efsf fino a 1,5 Mld€.

Negli Usa, mercati azionari invariati a fronte del rialzo del tasso decennale che ha raggiunto il massimo dallo scorso maggio, un movimento in parte rientrato questa mattina.

Sul mercato azionario spicca ancora una volta l’ennesimo record segnato da Apple che ieri è diventata anche l’azione con più alta capitalizzazione in assoluto nella storia, superando il precedente record segnato da Microsoft alla fine del 1999.

In settimana è previsto un flusso di dati sul comparto immobiliare ma l’attenzione sarà anche sugli sviluppi in area Euro, in particolare sul tema Grecia.

Valute: cross euro/dollaro in rialzo arrivando questa mattina in prossimità della resistenza in area 1,2450. L’euro/yen continua a collocarsi in prossimità dei massimi da circa 1 mese e mezzo poco al di sotto della resistenza 99; supporto più vicino oggi a 97,70. Stabile lo yuan cinese vs dollaro. Il giornale cinese Economic Information Daily oggi scrive che la Cina potrebbe introdurre nuove misure per incentivare i consumi quest’anno.

Materie Prime: ieri è stata una giornata positiva per i metalli preziosi e per gli agricoli. In evidenza l’argento (2,1%); la Cina ha reso noto di avere aumentato a luglio le importazioni di argento del 22% m/m. Tra gli agricoli nuovo record per il future sulla soia con scadenza novembre (oltre i 17$/bushel) dopo l’aumento della domanda settimanale dall’estero per la produzione Usa. In evidenza anche il mais (2,1%) sulla scia del calo oltre le attese della produttività dei terreni in Ohio. Poco mossi gli energetici ad eccezione del gas naturale Usa (2,1%). Infine negativi i metalli industriali su timori che la Cina possa reintrodurre misure restrittive nel settore immobiliare dopo i recenti aumenti dei prezzi a luglio.

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