Materie prime e speculazione: per il rame crollo del 15% in 30 giorni

20 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Giornata di vendite per le materie prime, dal caffe al cacao, passando per soia e oro, oggetti quest’ultimo di prese di beneficio dopo la corsa dei giorni scorsi. Ma tra i metalli, quello con il maggior calo, dopo un improvviso calo di platino e’ argento, e’ il rame. I future sul contratto di maggio segna una flessione del 2.4% a $2.95 per libbra ma nel corso della seduta si e’ spinto fino a $2.9184.

A pesare sull’andamento delle materie prime in generale, il rafforzamento del dollaro e le nuove preoccupazione arrivate sul fronte europeo, unitamente alla decisione unilaterale di Berlino riguardante lo stop delle vendite allo scoperto. A cio’ si aggiunge nel caso del rame, l’annuncio arrivato dal colosso mineraio Rio Tinto: la produzione per l’anno in corso e’ vista in calo del 15%. Tradotto: 680.000 tonnellate da 804.700 dell’anno scorso. La notizia non e’ certo positiva per il gruppo, che proprio con questa materia prima genera il 32% degli utili totali.

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A contribuire al calo del rame, su base mensile del 15% (il 19 aprile scorso valeva $3.4911/lb) c’e’ anche la situazione macroeconomica in Cina, alle prese con misure volte a frenare la crescita economica. “Preoccupazioni circa una frenata della Cina, unitamente ai timori sull’Eurozona, stanno mettendo sotto pressione i metalli”, ha spiegato Eugen Weinberg, analista di Commerzbank.

Oggi il World Bureau of Metal Statistics ha annunciato che nel primo trimestre dell’anno l’offerta di alluminio, rame, zinco, nickel, piombo e stagno ha superato la domanda.

Il responsabile della divisione rame di Rio Tinto Andrew Harding ha pero’ spiegato che per il 2010 il mercato globale in genarale dovrebbe registrare un surplus. Un forte deficit ci sara’ invece l’anno prossimo.