Materie prime battono ancora una volta azionario. L’outlook per il futuro

28 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Il comparto delle commodities batte l’azionario per il quinto anno consecutivo. Basta fare il paragone tra la performance dell’MSCI All-Country World Index, indice che misura l’azionario su base mondiale, e quella dell’indice di riferimento delle materie prime, lo Standard & Poor’s GSCI Index (rappresentativo di 24 commodities).

Mentre l’indice azionario globale MSCI è scivolato del 15% nel corso di quest’anno, lo Standard & Poor’s GSCI è salito del 2,1%.

Le stime rimangono poi ottimistiche anche per il futuro: Goldman Sachs prevede infatti che, nell’arco dei prossimi dodici mesi, le materie prime garantiranno ritorni del 15% circa.

Da segnalare che l’indice di riferimento ha più che raddoppiato il proprio valore, dai minimi degli ultimi quattro anni testati nel febbraio del 2009: l’incremento è stato sostenuto, come afferma Bloomberg, dalla forte richiesta di materie prime da parte delle economie emergenti, fattore che a sua volta ha provocato frequenti episodi di contrazione dell’offerta.

E il trend dovrebbe continuare, visto che il Fmi stima che la Cina, consumatore numero uno al mondo di commodities, continuerà a sostenere la domanda insieme ad altri paesi emergenti, che nel complesso registreranno una crescita del 6,1%, decisamente maggiore rispetto all’incremento dell’1,9% del pil atteso per i paesi avanzati.

Indicativo è poi l’atteggiamento degli hedge fund e di altri grandi speculatori di mercato, che continuano a detenere posizioni nette lunghe, scommettendo su prezzi più elevati di quasi 755.000 contratti di futures e opzioni che interessano 18 materie prime. Sebbene inferiore al record di 1,56 milioni testato lo scorso settembre, il valore è 11 volte tanto il minimo che si toccò con la recessione del 2008.

Inoltre, il valore degli asset delle commodity gestiti è appena il 9% inferiore rispetto ai $451 miliardi testati ad aprile, come fa notare Barclays Capital.