MASSONERIA: SULLA BIOETICA LO STATO NON RISPONDE ALLA CHIESA

15 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Perugia 15, mag – “Non è ammissibile che una sola pretesa verità assoluta possa essere imposta alla comunità civile come l’unico vincolo etico-morale da accettare senza deroghe. L’esercizio delle proprie convinzioni senza vincoli teologici da imporre agli altri: questa è per noi Massoni libertà nella diversità. Sui temi della bioetica la Chiesa cattolica ha certamente tutto il diritto di richiamare i suoi fedeli alle proprie verità, alla sua teologia, alla sua morale. Crediamo che sia invece inaccettabile che essa ritenga di poter assumere una tutela morale sulla libertà di coscienza di tutti gli italiani, e soprattutto sul loro Stato, in modo che le sue leggi non siano conformi ai principi di laicità riconosciuti dalla Costituzione Repubblicana, ma a quelli dell’autorità religiosa”. E’ quanto ha dichiarato oggi Augusto Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani nel corso della “Giornata della bioetica” organizzata a Perugia dalla Massoneria umbra. “Nel nostro Paese – ha aggiunto l’avvocato Raffi- non solo vige una delle peggiori normative rispetto alla ricerca scientifica concernente i diversi aspetti della genetica e della fecondazione artificiale, ma si è tecnicamente dichiarato che la fecondazione eterologa sarebbe un reato per puri motivi legati ad una posizione teologica specifica, non condivisa né dalla comunità scientifica né da una parte della stessa Chiesa Cattolica. Come Massoni ci sentiamo oggi profondamente colpiti dalla inadeguatezza con cui aspetti etici fondamentali per tutta la nostra società vengono di fatto trattati. Ogni tema cruciale diventa oggetto di un negoziato tra teologia e mondo laico, tra proclami da crociata e richiami al dogmatismo religioso e accordi più o meno sottobanco, in un mercato delle libertà che ci appare inqualificabile”.