Marte, forza Curiosity!

6 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Una data storica. Stamattina alle 7.31, ora italiana, il rover Curiosity della Nasa è atterrato con puntualita’ cronometrica su Marte. Grande come un Suv, dopo aver viaggiato nello spazio 7 mesi e percorso 567 milioni di chilometri, si è adagiato a ridosso di una montagna al centro del cratere Gale. Prime immagini un minuto dopo il landing. ATTENZIONE: QUI LIVE STREAMING

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

PASADENA – «Sarà come entrare nella cruna di un ago dopo aver viaggiato nello spazio per 567 milioni di chilometri sbarcando in un rettangolo lungo 20 chilometri e largo sette. Prima era un po’ più grande ora lo abbiamo ristretto». Con la freddezza del tecnico Steve Sell spiega l’impresa che lunedì mattina alle 7.31, ora italiana, il rover Curiosity della Nasa tenterà l’atterraggio su Marte.

Grande come un Suv, appoggerà le sei ruote a ridosso di una montagna che sorge al centro del cratere Gale largo 150 chilometri, poco più a sud dell’Equatore e scavato dalla caduta di un asteroide tre miliardi di anni fa. Il luogo, nel quale ora è inverno inoltrato con temperature minime di 133 gradi sotto zero, è stato scelto perché potrebbe nascondere le tracce chimiche e minerali di una vita passata sul Pianeta Rosso.



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LO SBARCO – Ma prima Curiosity, il cui vero nome è Mar Science Laboratory, con i suoi dieci strumenti di indagine deve arrivare. E quanto sia complicato lo dice il titolo di un video diffuso dalla Nasa: «Sette minuti di terrore» spiegando che cosa deve fare, tutto da solo, il robot cosmico dal momento in cui si tuffa nell’atmosfera marziana a 130 chilometri d’altezza fino al momento in cui si adagia al suolo.

«È la prima volta che tentiamo uno sbarco del genere – spiega Steve Sell, che guida le operazioni – ma siamo stati costretti ad inventarlo perché il rover è molto grande e pesante ed inoltre perché dovevamo portarlo in un punto preciso; cosa che non sarebbe stata possibile con il vecchio sistema degli air-bag che rimbalzavano e rotolavano a lungo prima di fermarsi». Per la prima volta un veicolo marziano effettuerà un tuffo governato correggendo con i suoi razzi di bordo eventuali variazioni della traiettoria per poter raggiungere in modo preciso l’obiettivo.

In pratica, dopo aver rallentato con lo scudotermico (che diventerà rovente: 2100 gradi centigradi) e con il più grande paracadute realizzato per lo spazio (16 metri di diametro) aprendolo a 11 chilometri d’altezza, ad un chilometro e mezzo d’altezza otto razzi soffiando verso la superficie freneranno drasticamente il veicolo fino a 20 metri di quota. Qui, fermo nell’aria come un elicottero, dal veicolo-madre scenderà Curiosity appeso a tre cavi di nylon, appoggiandolo dolcemente al suolo. Quando lo toccherà, un bullone esplosivo taglierà i cavi e il veicolo-madre volerà via lontano per non disturbare il lavoro del prezioso rover costato due miliardi e mezzo di dollari. E tutto accadrà al comando dei computer di bordo (ce ne sono due e uno è di riserva). Ci potrà essere qualche minima variazione di tempo sulle operazioni perché il robot dovrà tener conto delle condizioni atmosferiche che incontra adattandovisi.

LA TRASMISSIONE – C’è qualche incertezza per il segnale che Curiosity trasmetterà una volta giunto al suolo per confermare il buon esito delle rischiose operazioni. Quando accadrà Marte è appena sorto rispetto alla Terra e dunque è difficile poter avere un segnale che direttamente giunge alle antenne del Jet Propulsion Laboratory che da Pasadena governa la spedizione. Quindi dovrà essere raccolto da una delle tre sonde che orbitano intorno al Pianeta Rosso.

La più vicina al momento fatico sarà Mars Reconaissance Orbiter e dovrebbe essere in grado di ascoltare. Poco dopo anche Mars Odissey, pur sfrecciando su un‘orbita più lontana, «vede» Curiosity. Con tempi diversi sarà infine disponbile anche MarsExpress dell’Agenzia spaziale europea Esa. «Ma questa sarà solo di riserva», precisa Steve Sell. «Quindi il famoso segnale di conferma potrebbe tardare ad essere ricevuto anche di qualche ora», aggiunge. Se ogni cosa andrà bene, comunque, questo entrerà nei computer del Jpl solo 14 minuti dopo lo sbarco perché tanto impiega a percorrere i 258 milioni di chilometri la distanza Marte-Terra.

Tre antenne situate a Goldstone (Usa), in Spagna e in Australia, garantiranno le comunicazioni in continuazione mentre la Terra ruota. «Ci sono nubi di ghiaccio d’acqua a nord e una tempesta di sabbia più a sud – dice Ashwin Vasavada, scienziato del team di ricerca – ma non dovrebbero coinvolgere il luogo dello sbarco». «Volare su Marte è sempre stato un’ardua sfida – ricorda prudente Dough McCuistion, direttore del programma di esplorazione marziana alla Nasa – oltre la metà delle sonde lanciate non è mai arrivata».

Sarà uno spettacolo da brivido: per questo verrà anche trasmesso in diretta su un grande schermo a Time Square nel cuore di New York. E qui a Pasadena, nel vecchio centro della piccola cittadina dove è nata e cresciuta l’esplorazione spaziale americana, sabato e domenica sono giorni animati dalla Planetfest con gli scienziati che raccontano le meraviglie dei pianeti sui quali portano i nostri occhi e la nostra fantasia.

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