Maroni va contro partito e Pdl e dà ragione a Di Pietro

17 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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Di Pietro propone leggi speciali contro l’emergenza violenza, il Pdl si oppone, la Lega si indigna. E fin qui la solita dialettica tra maggioranza e opposizione.

Almeno fino a quando non prende posizione il ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, che, andando contro partito e coalizione, non solo dà ragione al leader dell’Idv, ma annuncia una proposta per “nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell’ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato”. Esattamente ciò che aveva detto poche ore prima l’ex pm di Manipulite.

Una normativa speciale per fronteggiare l’emergenza violenza: arresti e fermi obbligatori, riti direttissimi con pene esemplari, condanne aggravate per i reati già esistenti. In altre parole, un nuova Legge Reale, come negli anni di piombo. “Anzi, una Legge Real 2? perché “a stato d’emergenza si risponde con soluzioni d’emergenza e questa lo è perché noi ci troviamo alla vigilia di un neo-terrorismo”. Parola di Antonio Di Pietro, secondo cui per combattere e prevenire nuove ‘piazze San Giovanni’ l’unica soluzione passa dal rafforzamento della normativa vigente. La Lega è insorta.

Nello specifico, “introduzione di specifiche previsioni di reato, l’ampliamento dell’associazione a delinquere, la possibilità di fermo e arresto in flagranza o in quasi flagranza per reati che finora non lo prevedono, un inasprimento delle pene previste e processi per direttissima”: è questa la ricetta del leader dell’Italia dei Valori, che oggi, parlando con i cronisti alla Camera, ha chiesto al Parlamento di fare in fretta: “Invece di continuare a perdere tempo con le leggi ad personam, le camere devono mettere a punto una legislazione penale adeguata a fronteggiare emergenze come quelle degli scontri di sabato scorso. Vanno previste nuove figure di reato legate proprio alle manifestazioni, vanno aumentate le pene per i reati già previsti di danneggiamento e lesioni, vanno allargati per questo tipo di reati, i tempi di fermo e arresto prevedendo un ampliamento della ‘quasi flagranza’, vanno previsti riti per direttissima in costanza di arresto o di fermo in modo da arrivare alla sentenza primo grado con la permanenza in carcere”. Di Pietro, inoltre, ha proposto alcune misure che già vengono adottate la prevenzione degli incidenti negli stadi, con obbligo di firma per i ‘diffidati’ e strumenti simili.

Una presa di posizione forte quella dell’ex pm, che non ha mancato di provocare reazioni polemiche da parte della maggioranza. Il vice presidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, secondo cui Di Pietro “è un grande scopritore dell’acqua fresca. Non avendo idee sue, scopiazza quelle degli altri. Come è accaduto stamane – ha detto Napoli – , quando il leader dell’Idv rilancia l’idea di tornare alla legge Reale. Ventiquattr’ore dopo la mia dichiarazione, qualcuno deve avere informato Di Pietro che esiste una legge per prevenire disordini di piazza come quelli di sabato scorso a Roma”. Nella giornata di ieri, del resto, il deputato berlusconiano aveva chiesto il motivo per cui “viene sistematicamente disattesa e non applicata” “la legge Reale del maggio 1975, che prescrive il divieto di coprire la faccia per chiunque sia impegnato in una manifestazione pubblica e il fermo preventivo (48 ore + 48 ore) per chiunque sia ritenuto responsabile di atti vandalici anche se non colto in flagrante”.

Ancor più dura la risposta della Lega, con il vicepresidente dei senatori padani, Sandro Mazzatorta, che ha proposto di estendere la legge Reale (dal nome del ministro della Giustizia, Oronzo Reale, che ne fu il principale relatore nel maggio 1975) “anche a chi istiga alla violenza proprio come hanno fatto Di Pietro e altri esponenti dell’Idv. Maggiore rigore anche a carico di chi istiga”. Per l’esponente del Carroccio, “basta leggere le dichiarazioni dei giorni prima e dopo i fatti di Roma di alcuni dell’Idv, come Pedica che indica negli indignados la classe dirigente del futuro. Orlando e Donadi hanno invece pontificato la massa per opportunismo elettorale come il loro leader che, accortosi che la frittata era ormai fatta, inneggia a misure, come la legge Reale, che non può aver valore per fatti già avvenuti. In fantapolitica a tutti è permesso di spararle più in alto, ma non ai politicanti che soffiano sul fuoco”.

All’interno della Lega, però, c’è chi dà pienamente ragione a Di Pietro. E non si tratta di un parlamentare qualsiasi, bensì di pezzo da novanta del Carroccio, ovvero il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il titolare del Viminale, infatti, si è detto totalmente d’accordo con la proposta dell’ex pm. “Domani riferirò in Senato – ha detto Maroni al suo arrivo nella sede di Assolombarda per un incontro a porte chiuse con la giunta -, ma devo dire che, per una volta, sono d’accordo con Antonio Di Pietro, che oggi ha detto che servono nuove norme per prevenire, una nuova legge Reale bis. E’ esattamente quello che voglio dire domani – ha aggiunto – annunciare una proposta per nuove misure legislative che possano consentire alle Forze di Polizia, alle Forze dell’Ordine, di prevenire più efficacemente i fatti, le violenze, come quelle di sabato”. Maroni, quindi, non solo ha approvato l’idea dell’ex pm, ma ha annunciato che la riproporrà in aula. Alla faccia dei suoi compagni di partito che hanno bollato l’ipotesi di Legge Reale bis come fantapolitica.
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