Marocco: Made in Italy, missione di Bonino

21 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’Italia scommette sulle nuove e rilevanti opportunità che si aprono per il made in Italy in Marocco, soprattutto nel turismo e nelle infrastrutture. E’ con questo obiettivo che parte oggi la missione del ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, che sarà per due giorni a Casablanca insieme con i vertici di Ice, Confindustria, Abi, Simest, Sace, Unindustria Treviso e una delegazione di 160 imprese del made in Italy. A Casablanca il ministro incontrerà, tra gli altri, il primo ministro, Driss Jetou, il ministro dell’Industria e commercio, Salaheddine Mezouar, e un gruppo di donne imprenditrici marocchine. L’obiettivo, spiega Bonino, è quello di “di rilanciare i rapporti economici con la sponda sud del Mediterraneo anche in previsione dell’area di libero scambio che entro il 2010 coinvolgerà 35 Paesi e vedrà nell’Italia il Paese ponte per gli scambi commerciali tra Europa e Africa del Nord”. Opportunità si aprono per l’Italia nel campo dell’agricoltura, energia, aeronautica, trasporto ferroviario, telecomunicazioni, grandi opere come i progetti per il completamento della rete autostradale, per la costruzione di migliaia di nuove abitazioni, per l’ammodernamento o la costruzione di porti e aeroporti. Per lo sviluppo del turismo, in particolare, l’obiettivo del Marocco è quello di portare nel Paese entro il 2010 circa 10 milioni di turisti l’anno, mentre nuove opportunità si aprono con l’implementazione dell’area di libero scambio Marocco-Stati Uniti, e la creazione della free zone di Tangeri che in questi mesi, ricorda il ministero del Commercio internazionale, trasformano il Marocco nel Paese nordafricano verso cui si dirigono maggiormente gli investitori stranieri. Quanto invece all’Italia l’export verso il Marocco continua a crescere: nel primo semestre di quest’anno mette a segno un incremento del 28 per cento rispetto al primo semestre 2005 e il saldo resta notevolmente a nostro vantaggio, con 317 milioni di euro. Il settore tessile si conferma prioritario per le nostre vendite, in ripresa rispetto agli ultimi anni, assieme all’affermazione delle macchine e delle apparecchiature industriali, mentre si profila come settore di rilievo anche la chimica di base.

d. r.