MARKET MOVERS: BANCHE E GREGGIO

12 Agosto 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti soprattutto sulla parte a breve della curva, con lo spread 2-10 anni calato da 20 a 17pb. Il movimento dei tassi può essere in parte attribuito alla retorica da parte di Liebscher, membro della BCE, che ha ribadito come non ci sia spazio per la compiacenza nei confronti dell’inflazione. Ieri nel frattempo l’inflazione armonizzata in Italia si è confermata a luglio sui massimi da sei anni al 4% a/a.

Questa mattina Ubs ha annunciato la quarta perdita trimestrale consecutiva a causa di svalutazioni per 5,1Mld$. Da inizio anno le svalutazioni di Ubs hanno son pertanto arrivate a toccare la somma di circa 43Mld$. La perdita si è attestata a 329Mln$ a causa del protrarsi della crisi del credito e dei costi (ben 18,6Mld$) collegati al riacquisto delle auction rate security vendute negli Usa. Oggi in Europa non sono attesi dati di rilievo, pertanto i mercati si muoveranno alla luce di quelli americani ed è possibile un’altra giornata di volumi ridotti. Sul decennale sono validi i livelli segnalati ieri. Supporto in area 4,23-4,20%, resistenza a 4,33%.

In un tipico contesto estivo caratterizzato da bassi volumi, gli operatori sembrano al momento seguire solo la variabile petrolio come mover decisionale sia sul mercato obbligazionario sia su quello azionario.

Nel frattempo continuano gli annunci di svalutazioni (ad. es 1,5Mld da parte di JPMorgan) insieme ai downgrade delle agenzie di rating (si veda quello di Moody’s su Morgan Stanley). Le prospettive macro non si annunciano favorevoli a giudicare anche dal sondaggio trimestrale effettuato dalla Fed tra un campione di banche, da cui è emerso ad esempio come il 65% del campione abbia ristretto le condizioni di erogazione del credito al consumo mediante carte di credito e si sia dichiarato intenzionato a continuare in tal senso anche nei prossimi sei mesi.

In sintesi: il rally in atto sui mercati azionari potrebbe interessare anche le prossime giornate sulla scia del calo del greggio e del ribilanciamento dei portafogli dei gestori, arrivati ad inizio semestre eccessivamente sottopesati di equity. In prospettiva e soprattutto con riferimento al quarto trimestre aumentano però gli indizi di rallentamento più marcato dell’economia. Di fondo gli operatori sembrano tenere in considerazione tale rischio, a giudicare ad esempio dalla continuazione del negativo andamento dei mercati azionari emergenti dell’America latina. Nel breve termine la resistenza sul decennale si colloca al 4,03%.

Valute: il Dollaro continua la rapida fase di apprezzamento verso Euro, in parte grazie ai segnali meno favorevoli sulla crescita europea ed in parte beneficiando del’effetto positivo del calo del greggio in termini di prospettive di crescita. La rottura del supporto di breve a 1,4950 (oggi prima resistenza), propone come successivo supporto 1,4830. L’Euro prosegue la fase di deprezzamento anche verso Yen con il cross calato sotto soglia 164.

Il cross si è fermato proprio sopra l’importante livello di supporto costituito dalla media mobile esponenziale a 200 giorni collocato a 163,30. Il Dollaro/Yen invece rimane stabile sotto la resistenza 110,40. Lo Yuan cinese vs Dollaro si mantiene prossimo ai minimi da inizio luglio dopo che durante la notte l’inflazione cinese ha dato segnali di rallentamento: 6,3% a luglio dal 7,1% a/a di giugno.

Materie Prime: prosegue il momento di difficoltà del comparto penalizzato da timori di rallentamento della crescita globale e dal rapido apprezzamento del Dollaro sui mercati valutari. A guidare i ribassi sono stati i metalli preziosi con argento (-4,6%) ed oro (-4,2%) in forte ribasso. Prosegue il calo del greggio Wti che si è portato in prossimità dei 113$/barile sui minimi delle ultime 14 settimane. Nonostante temporanei tentativi di rimbalzo, gli sviluppi della guerra tra la Russia e la Georgia per ora sembrano incapaci di favorire il recupero delle quotazioni. Negativi i metalli industriali. Tra gli agricoli in controtendenza il grano (+3,7%) e la soia (+1,3%).

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