Marchionne-Renzi, prosegue l’idillio. Ecco “il vero problema in Italia”

31 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

CHICAGO (WSI) – E’ sempre più frequente vederli insieme, e così è stato anche stavolta: accanto al premier Matteo Renzi, in occasione del forum sulla manifattura organizzato a Chicago, nell’Illinois, dall’Ice-Agenzia, c’era anche il numero uno di Fiat Chrysler Sergio Marchionne.

L’intervento di Marchionne si è sviluppato su diverse questioni, dalla politica italiana alla situazione della Fiat in Italia fino alle possibili alleanze. In merito proprio al premier Renzi, Marchionne non ha fatto molti giri di parole.

“Se me lo chiedete, in Italia voterei per (Matteo) Renzi”.

Marchionne ha ribadito inoltre la stessa visione del premier sulla crescita dell’Italia: “Non è che se  lo è inventato lui”. E, facendo riferimento a quanto detto poco prima dallo stesso Renzi, Marchionne ha detto che è “inconcepibile” il fatto che in Italia ci siano stati 63 governi diversi in 70 anni. Ancora, Marchionne si è così espresso:

“Il vero problema per l’Italia è cercare di togliersi una lunga storia di inefficienze del sistema-paese per poter dare a imprenditori come questi la possibilità di espandersi sul mercato internazionale e di crescere. E’ fondamentale fare sistema”. Renzi “ha parlato qui di stabilità – ha osservato Marchionne – e la stabilità politica del Paese è importante. Oltre 60 presidenti del consiglio in 70 anni è una cosa inconcepibile”. Citando le dichiarazioni di Renzi, ha detto che sono necessarie “idee dirompenti che consentano di sognare un futuro diverso”, ha aggiunto. Inoltre: “contro la Germania l’Italia vincerebbe dal punto di vista della creatività”.  “Noi,in Fca, siamo riusciti a sbloccare il processo creativo…continuiamo ad andare bene. Oltre allo stabilimento di Melfi, che sta andando a gonfie vele, c’è lo stabilimento di Mirafiori dove partirà anche una nuova serie di auto destinate all’export in tutto il mondo”.

In merito invece al prossimo inquilino della Casa Bianca, Marchionne non si è sbottonato e non ha mostrato alcuna preferenza, affermando di non essere un cittadino statunitense – “quindi non mi pongo il problema”.

A colloquio con diversi operatori, ma non auto

Parlando dei progetti futuri di FCA, Marchionne ha annunciato che la sua azienda sta parlando con diversi operatori per studiare possibili collaborazioni, ma al di fuori del settore auto. Lo sviluppo di nuove tecnologie nell’industria automobilistica è diventato un’area di grande interesse per le società della Silicon Valley come Alphabet di Google, che ha messo a punto il prototipo di un’auto che si guida da sola.

Quanto a Apple, potrebbe collaborare con case automobilistiche per produrre un veicolo piuttosto che cercare di fare tutto da sola, una sua abitudine che contribuisce alla sua continua ricerca dell’eccellenza. “Stiamo parlando con molti operatori che non operano nel settore auto per ora”, ha detto Marchionne durante una conferenza stampa.

 

Il manager ha anche pronosticato che tra 5 anni arriveranno le vetture che si guideranno da sole con il pilota dentro.

“Tra cinque anni ci saranno delle vetture che in alcune circostanze si guideranno da sole con il pilota dentro che avrà la possibilità di prendere il controllo della vettura stessa. E’ garantito”.

Il manager di FCA ha aggiunto che sull’idea delle vetture autonome si sta lavorando insieme a “parecchi agenti che adesso sono al di fuori del sistema dell’auto” e il riferimento è a Google ed Apple.

“Stanno giocando un ruolo piuttosto importante nella riformulazione di quello che poteva essere l’industria dell’auto. Non abbiamo mai fatto e non faremo mai una scelta che andrebbe a limitare l’opportunità di Fca di partecipare allo sviluppo di auto che si guidano da sole. Questo non è mestiere nostro, bisogna capirlo in modo chiaro. E non possiamo entrare in quel negoziato con delle idee precise su cosa vuole Fca. Stiamo imparando noi e stanno imparando loro. La soluzione sarà condivisa, sviluppata insieme a loro e non da noi da soli”.

Infine un riferimento all’alleanza con Psa che secondo il manager “non è una cosa da farsi”.

“Nonostante ci sia un certo vantaggio in un’associazione con Psa, quel vantaggio è troppo basso. Va a limitare le scelte di Fca andando avanti (…) scegliere Psa limiterebbe tutte le possibili mosse di Fca. Ci chiuderebbe in un angolo con vantaggi minimi. Andremmo a rafforzare la posizione in Europa senza risolvere il problema fondamentale dell’industria”.

Un quinto delle vendite generato da Jeep

Il numero uno di FCA poi si sofferma sulle vendite del gruppo indicando come prossimo obiettivo, fare in modo che un quinto delle vendite europee di Suv sia generato da quelli a marchio Jeep.

“Abbiamo un grandissimo lavoro da fare per quanto riguarda l’espansione del marchio Jeep in tutta Europa. Abbiamo appena iniziato un lavoro che ci vorranno parecchi anni per portarlo a un livello di saturazione come rete di distribuzione (…) stiamo entrando finalmente dopo anni di sacrifici in un momento di sviluppo della gamma di prodotti specialmente di Fiat e ovviamente di Alfa andando avanti. Sono contento di quello che siamo riusciti a fare e credo che l’Italia e l’Europa ne beneficeranno”.

E nel resto del mondo? Marchionne afferma che l‘America Latina “continua a essere un problema per noi come per tutti” e che in Brasile la situazione politica “va chiarita”.

“Dopo quel chiarimento credo che le cose ripartiranno ma fino a quando non si arriva a quel momento di stabilità politica non potremo parlare di un futuro buono nella nazione sudamericana”.

Vanno bene le cose in Argentina dove, secondo il manager, “sono stati fatti passi avanti enormi” grazie al nuovo presidente argentino Mauricio Macri, che “ha ristabilito credibilità internazionale”.

E in Italia? “Continuiamo ad andare bene” ha affermato Marchionne.

“Melfi sta andando a gonfie vele, lavora 24 ore su 24 (…) è partito con il Levante e partirà di nuovo con una nuova serie di esportazioni che da lì andranno in tutto il mondo; e poi partirà la Giulia, che è già andata in produzione adesso e che dovrebbe arrivare in Usa nel terzo trimestre nel 2016 (…) sono tutti segnali incoraggianti; il mercato americano continua ad andare bene così come quello europeo. Insomma, Fca non ha cattive notizie da dare”.