Marchionne: Fiat non lascia l’Italia. Non ostacolare Monti

30 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La Fiat non lascia l’Italia. A ribadirlo è l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne. Il manager parla dal Canada, da dove continuare a seguire gli affari italiani, compreso il dibattito sulla riforma del lavoro.

“L’articolo 18 – afferma Marchionne, secondo quanto riporta Tandem, pubblicazione canadese – è nelle mani del premier Monti. Ho parlato con lui prima di partire venerdì sera. E’ impegnato nel progetto e dobbiamo consentirgli di andare avanti. Senza stop”.

Marchionne è in Canada per l’inaugurazione della prima concessionaria solo Fiat in Nord America, la Maranello Fiat di Vaughan, nei pressi di Toronto, città nella quale è cresciuto. Ma guardando sempre all’Italia, Marchionne si sofferma sulle ultime vicende Fiat, dopo la pubblicazione delle motivazioni della Corte d’Appello di Potenza sulla sentenza per il reintegro dei tre dipendenti licenziati a Melfi.

“Abbiamo fatto appello. Lasciamo decidere i giudici” afferma. La sentenza sul caso Melfi – riporta Tandem – è vista da alcuni come un motivo che potrebbe spingere la Fiat a lasciare l’Italia. “La risposta è no” ribadisce Marchionne. “Lo abbiamo già detto”.

All’inaugurazione della concessionaria a Vaughan, il manager evidenzia i legami fra Fiat, l’Italia e il Canada. “Maranello é la casa della Ferrari e un’eccellenza italiana – dice – Con Remo Ferri (titolare di Maranello Fiat, n.d.r.) siamo ‘amici per la pelle’ (in italiano, n.d.r.), ma ho voluto presenziare di persona perché, soprattutto in quest’area, il ritorno della Fiat è importante”.

Marchionne preannuncia importanti novità per il mercato del Nord America, dove l’Alfa Romeo dovrebbe apparire nel 2014. “Grandi novità sono in arrivo” e aiuteranno “a rafforzare Fiat come l’unico gruppo al mondo in grado di unire lo stile italiano e il rispetto dell’ambiente”.