MARCHI:
PROCTER & GAMBLE VALE PIU’ DI MICROSOFT

6 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Nelle voci di bilancio, il peso del marchio aziendale non compare mai eppure, come sanno bene migliaia di imprese sparse per il mondo, é spesso la loro forza. Frutto di una idea, quindi intangibile per eccellenza, il marchio è considerato – da tempo – uno dei motori immobili per il successo di un’ azienda tanto da venire valutato, ormai, come un asset fisico e, di conseguenza, stimato in miliardi di dollari.

A trasformare in cifre il potere di un simbolo – basti pensare a come il logo della Coca Cola abbia influenzato la pop art di Andy Warhol nel Novecento – ci ha pensato la rivista Forbes la quale ha messo in fila, per valore, i marchi delle società americane incrociando parametri come innovazione, ricerca, capacità di penetrazione sui mercati e risultati economici delle singole aziende.

Analisi destinate a fornire non tanto il grado di notorietà di un marchio – questa è già finita, per il secondo anno consecutivo, appannaggio del motore di ricerca su Internet, Google – quanto la sua potenza e il suo valore economico. In testa alla classifica della rivista statunitense , campeggia Procter&Gamble, il cui marchio è stato valutato 107,4 miliardi di dollari, grazie al successo commerciale riportato dai suoi prodotti.

La multinazionale – dalle cui aziende escono pannolini, dentifrici, detersivi, cosmetici – vede usati i propri prodotti due miliardi di volte al giorno: più che sufficienti a garantirle una esposizione totale nelle case degli americani e, conseguentemente, la prima posizione nella graduatoria. Dietro Procter&Gamble, la piazza d’ onore spetta alla Microsoft di Bill Gates, il cui marchio è valutato 103,1 miliardi di dollari. A sostenere il suo logo – non bastassero il dominio sul mercato mondiale dei software per computer, la titolarità del canale televisivo via cavo Msnbc – anche il successo personale del suo fondatore confermatosi, per il decimo anno consecutivo paperone del pianeta.

In terza posizione, invece, la casa farmaceutica Merck (con un valutazione del marchio pari a 91,3 miliardi di dollari) sostenuta dalle vendite del farmaco anti-colesterolo Zocor (5 miliardi di dollari in ricavi nel 2003) capace di sopravanzare, nell’ immaginario collettivo americano il Viagra e le altre pillole contro l’ impotenza lanciate sul mercato in questi anni.

Fuori dal terzetto di testa, si segnalano marchi storici come Ibm (sesto con una valutazione di 71 miliardi di dollari) e Pepsi (decimo con 56,1 miliardi di dollari) il cui logo è stato capace di sopravanzare quello della rivale Coca Cola, fermo a 45,6 miliardi di dollari in tredicesima posizione.

Accanto alla classifica per valore, poi, Forbes ha stilato una graduatoria per reputazione dei singoli marchi. Anche in questo caso, la cima della classifica è conquistata da Procter&Gamble, seguita da Pepsi e da General Electric, solo undicesima nella classifica per valore. Di seguito la tabella con la classifica dei marchi americani per valore stilata da Forbes e quella dei marchi per reputazione (ANSA).