Marcegaglia: ultimatum al governo, ora riforme altrimenti a casa

20 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La presidente di Confindustria: servono “riforme serie, forti e impopolari che creino una discontinuità chiara sui mercati”; se ciò non avviene “il rischio per l’Italia e anche per l’Europa è molto forte”. E’ stufa davvero il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha parlato in occasione del confronto con Jacques Attali al convegno sui mercato, che ha inaugurato oggi a Bologna il Cersaie. E che è pronta a dare un ultimatum al governo italiano: riforme in una settimana o esecutivo a casa. “Certamente la preoccupazione c’e’. Standard & Poor’s ci declassa perche’ c’e’ una fragilita’ del governo nell’implementare le decisioni prese e perche’ non si cresce”.

Detto questo, commentando la decisione di S&P, il presidente di Confindustria afferma: Standard & Poor’s, che oggi ha tagliato il rating sul debito italiano, “fa una valutazione complessiva”. Dunque, “possiamo non essere d’accordo, ma dobbiamo rispettare” la loro decisione.

“Standard & Poor’s – ha detto Marcegaglia dal Cersaie di Bologna – valuta l’insieme delle cose, legge i giornali, ma poi credo che valuti anche il debito pubblico, il deficit, e credo che faccia una valutazione complessiva”. “Possiamo essere d’accordo o no – ha aggiunto – ma dobbiamo rispettare coloro che fanno questo mestiere”. La decisione dell’agenzia è dovuta principalmente, secondo il presidente di Confindustria, alla “fragilità del governo” italiano nell’applicare le decisioni prese in manovra e alla “non capacità di crescere” del nostro paese.

Ancora, dure sono le parole nei confronti dell’Europa interna. “C’e’ uno scenario internazionale difficile, non possiamo nemmeno dire che tutte le colpe sono italiane, c’e’ una situazione in cui non si e’ deciso nulla dopo tre anni di crisi a livelli internazionali, abbiamo una scarsita’ di leadership politica in Europa imbarazzante”. Insomma, “questi vertici Sarkozy- Merkel sono vertici imbarazzanti; intanto c’e’ questa idea di sostituirsi alla Commissione Europea e alle istituzioni europee, ma la verita’ e’ che poi questi signori importanti si riuniscono e non decidono nulla, o decidono cose che non sono applicabili, per uscire con una qualche decisione”.

Marcegaglia ha aggiunto che “c’e’ una situazione internazionale dove a una globalizzazione economica non corrisponde una globalizzazione delle regole, non c’e’ un decisore: il G20 ha funzionato forse all’inizio della grande crisi, quando eravamo veramente sul baratro: appena si e’ un po’ allentata la percezione del baratro, sono tornati i nazionalismi, le protezioni, ognuno pensa per se’ e per il proprio stato”. Da qui, per Marcegaglia, la convinzione che “o l’Europa fa il vero passo avanti e diventa una unione economica e politica, oppure l’Euro non puo’ stare in piedi”.

E, tornando sull’Italia: “Siamo un paese serio e siamo stufi di essere lo zimbello internazionale quando andiamo in giro a esportare i nostri prodotti all’estero”. E’ quanto afferma da Bologna la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che ribadisce “non vogliamo essere derisi per colpe che non abbiamo”.