Manovra stroncata dai tecnici

24 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Ennesima bocciatura della manovra bis gia’ soprannominata “lacrime e sangue” varata dal governo sotto forma di decreto legge e appena approdata in Senato. Le misure dovranno essere discusse e approvate dal Parlamento nelle prossime settimane e con ogni probabilita’ verranno apportate delle modifiche, visto che negli ultimi giorni sono stati messi in discussione buona parte dei suoi punti fondamentali da esponenti della maggioranza.

Il Servizio di Bilancio del Senato ha pubblicato una nota in cui vengono avanzati molti dubbi sugli aspetti economici della manovra, nonche’ sulle stime del governo sugli effetti e l’efficacia dei rimedi contro la crisi.

Nelle 84 pagine del documento, i tecnici sollevano diverse perplessita’ sugli aspetti economici della manovra. Ad esempio sulla Robin Tax (la tassazione che interessa le societa’ che producono energia) la commissione Industria del Senato nel parere approvato ieri sulla manovra di Ferragosto chiede di correggere il decreto legge mantenendo l’aliquota al 6,5% ma allargando ad altri settori l’applicazione della tassa per mantenere invariato il gettito.

La commissione, si legge nel parere, chiede “che l’aliquota di cui all’articolo 7, che dovrà avere necessariamente natura provvisoria, venga mantenuta al livello attuale al fine di non bloccare gli investimenti già programmati e quelli in fase di programmazione nel settore energetico. Si segnala altresì di valutare l’eventuale estensione dell’aliquota stessa ad altri settori regolati, al fine di garantire un gettito analogo a quello originariamente previsto dal provvedimento d’urgenza”.

La Commissione chiede anche di valutare “l’opportunità che, in relazione alla cosiddetta Robin Tax, di cui all’articolo 7, vengano escluse dall’applicazione dell’IRES le società operanti nel settore delle energie da fonti rinnovabili”.

Nella “Nota di lettura”, i punti fondamentali della manovra sono analizzati in modo piuttosto critico. Si mette in dubbio l’efficacia del contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 90.000 euro, perche’ “nel settore privato sono probabili pratiche elusive per diminuire il reddito nei tre anni in cui sara’ in vigore il contributo: un incentivo all’evasione fiscale, insomma, oppure a non distribuire gli utili per i titolari di imprese.

Anche il modo in cui sono stati previsti gli introiti viene messo in discussione: le stime sugli effetti del contributo di solidarieta’ sono state fatte sulla base dei dati del 2008, ma nel 2009 il PIL e’ calato di quasi il 5% rispetto all’anno precedente. Sulla base degli ultimi dati disponibili si possono prevedere entrate per 2,1 miliardi di euro in tre anni, invece dei 2,8 annunciati nel decreto.

Intanto l’AD di Fiat Sergio Marchionnesi è detto pronto a pagare una eventuale imposta patrimoniale se serve per aiutare l’Italia ad affrontare la crisi.

Rispondendo a margine del Meeting di Rimini, il manager del Lingotto, chiamando in causa l’ex presidente Fiat Luca Cordero di Montezemolo, ha detto: “dovete domandare a Montezemolo, io sono disposto a fare qualsiasi cosa per aiutare, se l’obiettivo è chiaro”.

Montezemolo ha recentemente proposto di introdurre una tassa con aliquota dello 0,5% per chi ha patrimoni sopra i 10 milioni di euro.

Oggi sul quotidiano La Repubblica, il presidente degli industriali Emma Marcegaglia, si e’ detta contraria a prelievi aggiuntivi sui redditi elevati, “perché si farebbe pagare di più solo chi le tasse già le paga senza colpire l’evasione”.

Sulla questione calda delle pensioni, che tuttora divide la maggioranza, e’ intervenuto il presidente dei senatori del PdL Maurizio Gasparri, facendo capire, che insieme all’eventuale aumento dell’Iva e al ritocco del contributo di solidarietà, e’ uno dei temi che sara’ al centro dell’incontro stasera tra i vertici del Pdl di Camera e Senato con il segretario Angelino Alfano.

A margine dei lavori al Senato Gasparri ha ricordato che il contributo di solidarieta’ potrebbe essere portato ad una soglia intorno a 120 mila euro l’anno. “Stiamo ancora discutendo anche dell’Iva, se utilizzarla adesso o per attenuare gli effetti della delega assistenziale”.

Gasparri ha poi detto “siamo contrari a patrimoniali e nuovi condoni”, mentre per un eventuale ritassazione dei capitali scudati, secondo il senatore “esistono difficoltà operative”.

Gasparri ritiene che l’attuale formulazione della Robin Tax sia adeguata e si è detto favorevole a una nuova tornata di vendite di immobili pubblici. “Si può fare di più e meglio, anche se non bisogna andare dietro a cifre astronomiche”, ha detto Gasparri.