Manovra: spunta la tassa sugli imballaggi. A pagarla chi produce e importa plastica

27 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

Scartata la tassa sulle merendine, arriva quella sugli imballaggi in plastica. L’idea su cui starebbe lavorando l’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte è di tassare bottiglie, confezioni e contenitori di plastica per far pagare questa tassa ai produttori o a chi importa il materiale in plastica.

Per leggere la stesura finale della tassa sugli imballaggi bisognerà aspettare il 15 ottobre, quando la manovra sarà inviata a Bruxelles. L’HuffPost l’ha già ribattezzata tassa Greta, dal nome dell’attivista svedese Greta Thunberg che al summit dell’Onu a New York dei giorni scorsi ha invitato i paesi a fare qualcosa in più a tutela dell’ambiente. Oggi in tutto il mondo i giovani scendono in piazza per la manifestazione globale dei Fridays For Future, innescati dalla giovane attivista sedicenne. Un interesse particolarmente forte questo per la lotta al climate change in cui rientra l’abolizione della plastica che starebbe spingendo i tecnici del dicastero di via XX Settembre a introdurre un prelievo di 0,2 euro per chilogrammo. Una sorta di imposta di consumo, simile a un’accisa, sulla produzione o sull’importazione, come riporta Il Sole 24 Ore. Si applicherebbe dunque agli imballaggi di plastica, alle bottiglie, ai contenitori e alle confezioni per prodotti alimentari, tanto per fare alcuni esempi.

E annuncia il decreto clima il ministro dell’ambiente Sergio Costa a margine della presentazione di un rapporto Conai insieme con l’Anci.

Sarà un decreto legge perché l’emergenza climatica ormai la riconosciamo tutti. Se c’è un’emergenza climatica c’è anche un’emergenza legislativa; e il decreto legge è un decreto di urgenza, fermo restando che poi il Parlamento lo può arricchire. Ci mancherebbe altro (…) Secondo me – spiega Costa – con un po’ di fortuna il tre ottobre ce la facciamo. Io dopo devo andare alla Cop in Costa Rica (il vertice sui cambiamenti climatici dell’Unfccc, la convenzione delle Nazioni Unite dedicata) e mi piacerebbe portare questo risultato. L’importante per me è che si chiuda. Stiamo chiudendo la quadratura perché incide anche su altri ministeri e su elementi di natura economica. In parallelo il lavoro va impostato con la Legge di Stabilità, altrimenti rischia di non avere le coperture; ma è una questione solo di tipo tecnicistico, nemmeno tecnico-politico. Le coperture finanziare ci sono, ma è chiaro che vanno rapportate insieme alla Stabilità”.