Manovra, mini-patrimoniale: governo ci ripensa per evitare scivolone

19 Ottobre 2017, di Alberto Battaglia

La bozza della manovra economica del 2018, il ddl di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri del valore complessivo di 20,4 miliardi e inviato a Bruxelles, prevede alcune novità interessanti sul fronte dei giovani, su quello dell’Iri (Imposta sul reddito delle ditte individuali), mentre è scomparsa la possibilità di una “mini-patrimoniale” sulle polizze vita rivalutabili a capitale garantito.

Dal punto di vista dell’ordine di grandezza, la sterilizzazione degli aumenti di Iva e accise resta l’intervento più rilevante: scongiurarli richiede un intervento da oltre 15 miliardi (su 20 di manovra).

Per favorire l’occupazione giovanile il governo ha proposto una riedizione del bonus alle assunzioni a tutele crescenti già viste due anni prima: nel 2018 gli under 35 potranno godere del 50% di sconto sui contributi (il 100% al Sud) per tre anni. Secondo una relazione tecnica di Palazzo Chigi fra il 2018 e il 2020 questo intervento favorirà l’assunzione di 980mila giovani. Lo sconto resta valido per le trasformazioni dei contratti a termine e di apprendistato.

 

Altri 2 miliardi sarebbero invece, il gettito aggiuntivo previsto nel 2018 per il rinvio dell’Iri, un’imposta al 24% che andrebbe a favorire le ditte individuali e per le società di persona a contabilità ordinaria. Essa sarebbe stata applicata a partire dal 2017 e quindi delle prossime dichiarazioni dei redditi. L’appuntamento è invece spostato di un anno. Questa sorta di flat tax sulle imprese avrebbe armonizzato l’imposizione sul reddito imprenditoriale al livello delle società di capitali (che pagano, per l’appunto, l’Ires al 24%). Per quest’anno le società che sarebbero state interessate dall’Iri saranno assoggettate all’ordinaria Irpef in misura progressiva.

 

Fa notizia anche la rimozione della “mini-patrimoniale” che era stata inizialmente inclusa in una prima bozza del Budgetary Plan del governo, si sarebbe trattato di un’imposta di bollo del 2 per mille, a decorrere dal gennaio 2018, alle comunicazioni inviate dalle compagnie assicurative ai clienti che hanno una polizza vita del Ramo I. Questo provvedimento che avrebbe garantito un gettito aggiuntivo di 194 milioni nel 2018 e di 292 milioni nel 2019 è sparito dalla bozza della manovra.