Manovra: governo potrebbe decidere lo stipendio dei parlamentari

7 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il primo ad accorgersene e’ stato Franco Bechis, vice direttore di Libero, che lo aveva segnalato subito sul suo account Twitter. Si tratta del comma 7 dell’articolo 23 della manovra triennale Salva Italia appena presentata dall’esecutivo Monti.

Dopo la firma dal presidente della Repubblica Napolitano e’ possibile avere accesso al testo integrale del decreto e scoprire molti punti che ancora non sono venuti alla luce sulle pagine dei giornali.

Il comma sopra citato dice che se la commissione istituita dal precedente esecutivo presieduta dall’Istat e costituita di “quattro esperti di chiara fama”, non chiarira’ entro tre settimane quale debba essere lo stipendio dei parlamentari, come prevede la manovra estiva, allora sara’ il governo tecnico apolitico a decidere quale sara’ il trattamento economico ideale dei politici.

E lo fara’ con un provvedimento d’urgenza, come recita letteralmente l’articolo 23 al comma 7: “Ove alla data del 31 dicembre 2011 la Commissione governativa per il livellamento retributivo Italia – Europa […] non abbia provveduto alla ricognizione e alla individuazione della media dei trattamenti economici […] riferiti all’anno precedente ed aggiornati all’anno in corso sulla base delle previsioni dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo contenute nel Documento di economia e finanza, il Governo provvederà con apposito provvedimento d’urgenza”.

Se Monti e i suoi colleghi avranno lo stesso coraggio dimostrato quando si trattava di aumentare le tasse e l’eta’ pensioniabile per ridurre il debito del paese, allora lo stipendio di parlamentari, presidenti di regioni e province, consiglieri regionali, provinciali e comunali, sindaci, giudici della Corte Costituzionale, vertici della pubblica amministrazione, membri di authority e agenzie governative, rischia di subire un bel taglio.