Manovra: “Berlusconi ha aumentato le tasse, le pagheranno le Regioni”

29 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Contro la manovra l’insolito asse Errani-FormigoniFresco di riconferma a capo della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani è già alle prese con un dossier spinoso. La manovra da quasi 25 miliardi di euro approvata nei giorni scorsi scarica quasi metà dei risparmi sui governatori: 10 miliardi nei prossimi due anni. E loro hanno già risposto giovedì con un documento unitario in cui definiscono quei tagli «insostenibili» come ripete il governatore dell’Emilia Romagna al Riformista. Inoltre, non ha difficoltà ad ammettere di condividere «in pieno» l’allarme di ieri di Roberto Formigoni sulla fine del federalismo.

I governatori appronteranno nelle prossime due settimane le loro contro-proposte sotto forma di emendamenti alla Finanziaria, ma intanto Errani formula una proposta personale per ricavare risorse per rimettere in carreggiata i conti pubblici. Il governatore emiliano suggerisce di raddoppiare l’aliquota di chi ha aderito allo scudo fiscale dal 5 al 10 per cento. Il beneficio sarebbe di 5 miliardi di euro.

Errani coglie anche un punto politico importante: «è scorretto», osserva, che il governo affermi che non aumenterà le tasse: con questo salasso, saranno le amministrazioni locali a doverlo fare. Il risultato, per i cittadini, «sarà lo stesso».

Presidente, secondo il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni il federalismo è a rischio, con questa Finanziaria.
Sono pienamente d’accordo, il federalismo rischia di morire. Ma voglio sottolineare tre cose, in merito alla manovra. Primo, noi siamo disponibili a fare la nostra parte. Tenendo conto, tuttavia, del fatto che le Regioni contribuiscono per il 15 per cento alla spesa complessiva e sono chiamati, con questa Finanziaria, a contribuire al 50 per cento dei tagli. È evidente che si tratta di un peso insostenibile e ingiusto. Io dico al Governo: sediamoci attorno a un tavolo e ragioniamo insieme sulle cose da fare. In secondo luogo, questi tagli radicali significano una crisi radicale dei servizi.

Potreste sempre incidere sugli sprechi.
Non basta. Con tagli così pesanti sarà inevitabile incidere sui sostegni alle piccole e medie imprese – oltretutto in un momento di crisi come questo. Per non parlare delle risorse per l’innovazione, l’internazionalizzazione o l’ambiente. Ma il problema di fondo è questo: quale sarà il riferimento di spesa per la fiscalizzazione al livello delle Regioni?

Cosa significa?
Se noi riceviamo trasferimenti che ammontano complessivamente a 19 miliardi di euro e se i tagli sono quelli resi noti sinora, qual è la cifra cui faremo riferimento per il federalismo fiscale? Quella prima o dopo i tagli? Perché se è dopo, è evidente che è totalmente squilibrata, rispetto ai sacrifici imposti alle altre amministrazioni locali o ai ministeri. Se il riferimento restano i trasferimenti prima della manovra, vuole dire che non è una misura strutturale.

Se le cifre saranno confermate aumenterete le tasse?
Ecco, e qui arriviamo al terzo punto. Se si fa il federalismo fiscale, un riordino è indispensabile. È assurdo che il Governo dica che non alza le tasse e scarichi sugli altri l’onere di farlo imponendogli tagli insostenibili.

Il Governo scarica su Regioni ed enti locali l’onere politico della manovra?
Non è tanto il fatto di scaricare su di noi il costo dell’impopolarità. È che manca il disegno complessivo. Io propongo ad esempio, al livello del tutto personale, che riguarda lo scudo fiscale. Sappiamo che sono rientrati cento miliardi di euro. Sappiamo che altrettanti sfuggono ogni anno all’erario a causa dell’evasione fiscale. Perché non si chiede a chi ha già scudato un’aliquota doppia rispetto a quella, francamente ridicola, prevista finora? Chi ha fatto rientrare i capitali dall’estero ha pagato il 5 invece del 23 per cento minimo: mi sembra un po’ poco.

Lei propone dunque di far pagare a chi ha scudato il 10 invece del 5 per cento?
Esatto: il beneficio sarebbe già enorme: cinque miliardi di euro. Comunque, anche le Regioni formuleranno nelle prossime settimane delle proposte di modifica alla Finanziaria che presenteremo sotto forma di emendamenti.

Una contro-Finanziaria?
No, solo sulle materie che ci riguardano. Comunque, credo che anche la Lega debba porsi a questo punto il problema del futuro del federalismo, come ha giustamente osservato Formigoni.

A proposito: il Carroccio ha lanciato ufficialmente un’offensiva per conquistare anche la sua Regione. Come risponde?
È una sfida. Il piano del Governo prevede come sappiamo il ritorno all’energia nucleare. Nella mia regione è stato individuato un sito: Caorso. Noi siamo contrari a questa scelta, che riteniamo sbagliata e non efficace. La Lega cosa intende fare sul nucleare in Emilia Romagna? Cosa propone? Al di là degli slogan sulla difesa del territorio, in Emilia il Carroccio vuole le centrali nucleari o no? Una cosa è certa: che si parli di federalismo, di Finanziaria o di nucleare, la coerenza comincia a essere un problema oggettivo per la Lega.

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