Made in Italy, un piano per l’alimentare

24 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Pressing del Governo italiano per l’internazionalizzazione del made in Italy agroalimentare nell’area del Nord Europa. Il ministro per il Commercio internazionale e per le Politiche europee, Emma Bonino, e il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, hanno partecipato a una serie di incontri a Stoccolma per incrementare e differenziare il nostro export in Svezia e nei Paesi Scandinavi e Baltici.
A livello politico, si legge in una nota, Bonino e De Castro si sono confrontati con i loro omologhi del Governo svedese, Sven Tolgfors, ministro del Commercio estero ed Eskil Erlandsson, ministro per l’Agricoltura. Al centro dei colloqui un piano di supporto all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese agroalimentari, per il quale i due dicasteri hanno congiuntamente previsto un fondo di 3,6 milioni di euro.
L’obiettivo è quello di incrementare la nostra quota di mercato, ora al 4,2 per cento (pari a 321 milioni di euro, più 12,5 per cento nel 2006): una percentuale che fa dell’Italia in termini di export agroalimentare il quinto Paese partner della Svezia, dopo Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Germania che congiuntamente si aggiudicano il 60 per cento dell’intera quota delle importazioni del settore in Svezia.
“Questo Paese – ha detto Bonino – assieme alle aree del Nord Europa, rappresenta un grande potenziale per il nostro made in Italy, ma a causa dell’eccessiva frammentazione delle iniziative pubbliche e private in questi anni non siamo riusciti a presentarci efficacemente come Sistema Paese. I nostri prodotti di fatto scarseggiano sugli scaffali dei negozi. Proprio per questo – prosegue il ministro per il Commercio internazionale – abbiamo incontrato i tre principali attori della grande distribuzione nordica (Ica, Coop e Axfood), ai quali abbiamo presentato il nostro progetto, valutando strategie comuni. L’internazionalizzazione per le nostre imprese – conclude Bonino – non è più un optional, ma una necessità”.
“Al nostro sforzo si affiancano Ice e Buonitalia, anch’essi presenti agli incontri a Stoccolma – aggiunge De Castro – e saranno loro a rendere operativo l’impegno delle imprese con azioni di sostegno e indirizzo. Non si tratta tanto di affermare il prodotto, ma di allargare l’offerta. Il nostro made in Italy di qualità è sempre più richiesto all’estero e bisogna saper soddisfare la domanda. Anche così, portando i prodotti sugli scaffali, si difendono le produzioni di qualità dalle contraffazioni, spesso la più facile risposta a una richiesta che non riesce a essere soddisfatta. I consumi interni italiani non si sottraggono – conclude il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali – a una flessione costante. La strada dell’internazionalizzazione è l’unica percorribile e va sostenuta con ogni sforzo”.
Al di là del comparto agroalimentare, l’Italia è attualmente il decimo cliente della Svezia, con un interscambio commerciale che nel 2006 è stato di 7,5 miliardi di euro, con le nostre esportazioni cresciute del 13,6 per cento e un import del 6,7 per cento. La prima voce dell’export è rappresentata per il 40 per cento da macchine utensili.