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Made in Italy, Cina prima area di sbocco

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“La Cina si sta trasformando nel primo Paese di sbocco per le nostre esportazioni (più 31,5 per cento a giugno). Un segnale che le nostre imprese stanno finalmente cambiando rotta, superando le barriere psicologiche e imparando a cogliere le opportunità che questo immenso Paese offre”.
E’ Emma Bonino, ministro del Commercio internazionale e per le Politiche europee a commentare così i dati Istat sull’interscambio commerciale con i paesi Extra Ue.
Nel mese di giugno, rispetto allo stesso mese del 2005, le esportazioni verso i Paesi extra-Ue aumentano del 14,7 per cento, mentre le importazioni crescono del 20,3 per cento. Il saldo commerciale risulta negativo per 777 milioni di euro, a fronte di un deficit di 150 milioni a giugno 2005. Nel periodo gennaio-giugno 2006 il saldo è negativo per 11.750 milioni di euro. E’ il deficit più alto dal 1993, anche se i tecnici dell’Istat precisano che sul dato pesano fattori, in primo luogo quello dell’energia, che falsano in qualche misura il confronto.
Sul totale delle importazioni dei Paesi extra Ue nei primi sei mesi 2006 il peso dei minerali energetici, in particolare petrolio greggio e gas naturale, raggiunge il 31,6 per cento, contro il 26,5 per cento nello stesso periodo del 2005.
Tornando alla Bonino, “confido molto – prosegue – nella missione che come Governo stiamo mettendo a punto per settembre con un centinaio di aziende che parteciperanno a Canton alla Fiera Internazionale delle Pmi. Una missione che ci vedrà impegnati anche a Nanchino, Shanghai e Pechino e che ha come obiettivo quello di presentare il Sistema Italia alla Cina”. Analizzando i dati di giugno, inoltre, il ministro è soddisfatto dal “buon andamento delle esportazioni, cresciute del 14,7 per cento, anche perché ormai è evidente che è proprio l’export a fare da traino alla ripresa economica. Le vendite all’estero – continua – hanno infatti permesso la crescita degli ordinativi e del fatturato industriale”.
Secondo Assocamerestero alimentari e meccanica sono i settori trainanti nella prima metà dell’anno. “La graduatoria per incremento delle esportazioni tra gennaio-giugno 2006 – afferma Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero – vede al primo posto il settore alimentare con un 16,1 per cento, la meccanica con il 15,5 per cento”.
Paolo Galassi, presidente di Confapi, sottolinea che “i rapporti commerciali con i Paesi extraeuropei stanno dando soddisfazione alle Pmi italiane. Il 14,7 per cento (aumento dell’export, ndr) segnalato dall’Istat è infatti sicuramente un risultato incoraggiante, nonostante il saldo resti negativo per l’aumento delle importazioni”.