MAD MONEY

10 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – L’ultima follia di Wall Street ha il volto di un cinquantenne pelato, esagitato, con la barbetta rossiccia e un soprannome onesto: “The Mad Man”, il Pazzo. Tre volte al giorno, Jim Cramer irrompe sugli schermi della Cnbc, il network economico che fa capo alla General Electric, per uno show degno di un telepredicatore se non fosse per il contenuto finanziario.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Agitandosi sul palco in maniche di camicia, abbaiando, gesticolando come Totò (comprese corna e boccacce), usando effetti speciali per “illustrare” le sue parole sirene, raffiche di mitragliatrice, immagini di orsi e di tori, persone che volano dai grattacieli Cramer consiglia i titoli da comprare e quelli da vendere (le sue azioni sono spesso oggetto delle analisi di WSI, in INSIDER). E’ un seguace dell’arte antica dello “stockpicking”, della scelta delle azioni. Tra i suoi cavalli di battaglia Google e Apple. E a seguirlo, ogni sera, sono 384mila americani: soprattutto piccoli risparmiatori, ma non mancano analisti affermati e ricchi investitori. Tanto è vero che Business Week gli ha appena dedicato un servizio di copertina.

Come si spiega il successo di “Mad Money” (è il nome del programma)? E quali sono i rischi della missione evangelicofinanziaria del Pazzo di Wall Street? Cramer punta il dito verso gli analisti tradizionali, ormai incapaci, a suo dire, di esporsi in prima persona, dando consigli schietti. “Sono senza colore, senza odore, senza palle e temono soprattutto le grinfie di Spitzer”, sghignazza “The Mad Man”, riferendosi a Eliot Spitzer, un vecchio compagno di Harvard, che come procuratore generale di New York ha condotto una battaglia epica contro i metodi incestuosi degli analisti.

Cramer, invece, non teme i conflitti di interesse. Dopo anni alla Goldman Sachs e come gestore di uno hedge fund, che lo hanno reso miliardario, si dedica ora all’informazione economica. Per passione, più che per soldi. Ha scritto tre bestseller, parla alla radio, scrive editoriali. Nel passato lo accusarono di comportamenti poco limpidi, ma ora non possiede direttamente azioni di alcuna società, tranne che il 15,4% della TheStreet.com, cui fa capo il suo sito web (con 50 milioni di contatti al mese). E, senza timori reverenziali né peli sulla lingua, invita i suoi fans a comprare o a liberarsi dei titoli di società famose. Se Cramer sbaglia, come è accaduto con le azioni della Dick’s Sporting Goods, chiede scusa con un biglietto giallo attaccato sulla fronte pelata. Ma negli ultimi tre mesi chi ha seguito i suoi consigli di acquisto ha realizzato guadagni ben superiori all’indice S&P e soprattutto al Dow Jones.

A dispetto della recente fiammata, gli indici di Wall Street si muovono lentamente: il ritorno del Dow a quota 11mila sembra più faticoso del previsto. Di qui l’importanza dello “stockpicking”. Ma come scegliere le azioni “vincenti”? Appoggiandosi ai fondi? Seguendo le orme delle vecchie volpi, da Icahn a Kerkorian? Centinaia di migliaia di americani preferiscono affidarsi al Pazzo di Wall Street. “Quanto meno ci spiega uno dei suoi fedelissimi Cramer fa le ricerche seriamente e il suo programma è divertente”.

Copyright © Affari & Finanza – La Repubblica per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved