MACRO & MERCATI: IL PERCHE’ DEL TAGLIO

9 Ottobre 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come
definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
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(WSI) – Oggi in Germania sono attesi i dati relativi alla produzione industriale di agosto che in base al consensus mediano di Bloomberg dovrebbe registrare un miglioramento rispetto al mese precedente. La BCE ha annunciato per oggi un p/t a 7 giorni. Negli Usa attese le minute dell’incontro di metà settembre, quando la Fed decise di tagliare i tassi di 50pb. Sarà importante verificarne il contenuto per comprendere al meglio le ragioni che hanno portato la Fed ad un taglio più ampio rispetto a quanto atteso dagli operatori. Verosimilmente, secondo quanto già anticipato da Kohn, la decisione è stata supportata dalla necessità di frenare il rischio che le turbolenze di mercato potessero impattare eccessivamente sulla crescita.

Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato sono rimasti pressoché stabili, con lo spread 2-10 anni in leggera diminuzione a 31pb. Per quanto riguarda il mercato monetario, il tasso overnight ha chiuso ieri in leggero rialzo a 3,55%, mentre il 3 mesi Euribor fixing continua a permanere molto vicino ai massimi degli ultimi 6 anni.In lieve aumento l’indice Itraxx Crossover a 294pb. Nella giornata odierna l’attenzione degli operatori sarà focalizzata sulla pubblicazione delle minute della Fed. Sul decennale, il supporto si colloca a 4.29% e la resistenza a 4.38%.

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Negli Usa riprendono oggi le contrattazioni sui mercati obbligazionari dopo la festività di ieri. Le prime indiscrezioni (fonte Reuters) sul World Economic Outlook del Fmi segnalano la possibilità di revisione al ribasso delle stime di crescita 2008 dal 5,2% al 4,8% per la crescita mondiale e dal 2,8% all’1,9% per gli Usa con rischi ulteriori rischi al ribasso. Al momento però gli operatori tendono a focalizzarsi maggiormente sul potenziale impatto positivo delle manovre già poste in essere dalla Fed e su quelle eventuali che potrebbe implementare nel caso di tensioni ulteriori. Queste considerazioni, insieme a segnali di sottovalutazione relativa del mercato azionario rispetto a quello obbligazionario, spingono i gestori a preferire il mercato azionario penalizzando ulteriormente i bond. E’ possibile che tale andamento prosegua nel corso della settimana con il segmento decennale che potrebbe spingersi fino al 4,74%, sulla scia anche del forte ridimensionamento delle aspettative di un ulteriore taglio Fed a fine mese.

Valute: Dollaro in apprezzamento verso Euro dopo l’incontro di ieri dei ministri finanziari europei che, nel successivo comunicato, ha evidenziato in modo palese una presa di posizione contraria ad un deprezzamento del Dollaro unilaterale verso solo Euro. Tale atteggiamento rappresenterà probabilmente il punto di vista che verrà sostenuto nel prossimo meeting del G7 del 19 p.v. Nel corso della settimana ribadiamo pertanto la possibilità di estensione della fase di apprezzamento del biglietto verde fino a quota 1,3930. Lo Yen prosegue la fase di deprezzamento verso Dollaro che potrebbe incontrare un importante livello di resistenza a 118. L’attesa fase di deprezzamento dell’Euro vs. Dollaro potrebbe invece contenere il deprezzamento dello Yen verso Dollaro introno a quota 165,50.

Materie Prime: Il greggio WTI ha chiuso in forte calo a 79$ con scambi limitati per la contestuale festività negli Usa ed in Giappone. In calo tutto il reparto commodity sulla scia dell’apprezzamento del Dollaro vs. Euro, tranne il caffè (+1.28%), vicino ai massimi da 7 anni ad oggi a causa della forte siccità che ha colpito il Brasile. Tra i peggiori si segnalano i metalli industriali nichel (-4.14%) e lo zinco (-3.62%), e per gli alimentari il grano (-3.37%).

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