MACRO & MERCATI: I TASSI USA SCENDERANNO ANCORA

21 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Oggi in area euro sono attesi i Pmi del mese di settembre.

Tassi di Interesse: ieri in area Euro i tassi di mercato sono saliti, specialmente sul comparto a medio-lungo termine, a causa del timore riguardante un aumento dell’inflazione, conseguente al taglio della Fed. Lo spread 2-10 anni è leggermente aumentato, attestandosi a 26 pb dai 23 precedenti. Sul decennale il supporto si colloca a 4,30%, la resistenza a 4,40/41%. Sul monetario, il tasso overnight ha oscillato intorno al tasso di riferimento della Bce, chiudendo poco al di sopra del 4%. In calo l’Embi+ spread nonostante i ribassi dei listini azionari. Il centro studi di Confindustria ha affermato che la crisi dei subprime avrà un impatto negativo dello 0,5% punti sulla crescita 2008 dell’Eurozona. Il Pil relativo al 2007 è atteso al 2,5%, mentre il prossimo anno è atteso un rallentamento al 2%.

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Negli Usa giornata di forte rialzo dei tassi di mercato soprattutto sulla parte a lungo termine con marcato irripidimento della curva: lo spread sul tratto 2-10 anni è arrivato a toccare i 60pb da 54pb. Bernanke ha espressamente dichiarato che nei prossimi mesi aumenteranno le insolvenze sui mutui con possibili ripercussioni sulla crescita più marcate rispetto a quanto atteso qualche mese fa. Il capo della Fed ha giustificato il recente taglio dei tassi con la necessità di impedire che le turbolenze dei mercati impattino fortemente sull’economia. Inoltre è stata preannunciata a fine anno l’emanazione di nuove regole di vigilanza da parte della Fed per la protezione dei consumatori. Le parole di Bernanke hanno lasciato intendere la possibilità di ulteriori mosse future, portando gli operatori a stimare ulteriori due tagli ciascuno da 25pb nei rimanenti due incontri di politica monetaria del 2007. Le forti vendite sul mercato obbligazionario sono da ricollegarsi pertanto all’assunzione degli operatori della presenza di una Fed fortemente intenzionata ad intervenire per evitare il peggio. Il forte rialzo dei tassi sulla parte a lunga della curva è stato pertanto la conseguenza di evidenze di minori turbolenze sull’interbancario, come segnalato dalla continuazione del calo del tasso Libor a 3 mesi, passato da 5,24% a 5,21%, dopo aver toccato nei giorni scorsi punte massime a quota 5,73%. Per oggi il primo livello di resistenza sul decennale è a quota 4,68%. Il successivo livello è situato a 4,75%.

Valute: ancora forte ascesa dell’Euro verso Dollaro con conseguente nuovo record a quota 1,4120 segnato questa mattina. La prospettiva di forte rallentamento della crescita Usa con conseguenti possibili ulteriori tagli da parte della Fed, ha penalizzato fortemente il biglietto verde. Possibile la prosecuzione di tale trend nei prossimi giorni fino alla soglia di 1,42. Primo supporto in area 1,4075/1,40. Il Dollaro si è deprezzato anche verso lo Yen, raggiungendo il supporto collocato a 114. Il livello di supporto successivo si colloca a 112,60. Lo Yen è invece rimasto piuttosto stabile vs Euro, con la resistenza più prossima collocata a 162,60.

Materie Prime: il greggio Wti si mantiene in prossimità degli 82$/b sui timori che una tempesta in formazione in prossimità del Golfo del Messico possa ridurre la produzione. In forte calo i metalli industriali in linea con i ribassi dei listini azionari. Tra i preziosi nuovo rialzo dell’oro salito sui massimi degli ultimi 27 anni a causa del forte deprezzamento del Dollaro sui mercati valutari. Tra gli agricoli forte rialzo del mais (+3%) sulla speculazione che la Cina possa diventare un importatore netto per la prima volta in una decade a causa dell’aumento della domanda interna.

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