MACRO & MERCATI: ATTACCA LA SPECULAZIONE SUI BOND

14 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Finance Banca Mobiliare S.p.A. ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come
definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
di WSI.

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(WSI) –
Oggi in area Euro è atteso il dato sulla produzione industriale di marzo, che in base ai dati delle principali aree dovrebbe risultare in rallentamento. In settimana poi ci sarà la pubblicazione del Pil del primo trimestre dell’area Euro e delle tre principali economie ed il Cpi finale del mese di aprile. Negli Usa in settimana attesi i dati sui prezzi al consumo di aprile: possibile un ridimensionamento della dinamica core, nell’ipotesi di un rallentamento degli affitti.

Tassi di Interesse: in area Euro, chiusura di settimana con tassi di rendimento stabili malgrado i dati statunitensi peggiori delle attese. Continuano a scendere le breakeven inflation, malgrado il lieve rialzo del prezzo del petrolio. Oggi non sono attesi dati macro di rilievo, a parte la produzione industriale dell’area Euro che comunque non dovrebbe apportare grossi cambiamenti all’andamento del mercato obbligazionario. Gli operatori resteranno quindi in attesa dei dati sui Pil tedesco, francese ed italiano del primo trimestre in calendario domani.

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Negli Usa tassi di mercato in rialzo a fine giornata invertendo il trend che si era registrato fino alla pubblicazione dei deludenti dati sulle vendite al dettaglio di aprile, che hanno evidenziato un rallentamento dei consumi in alcuni capitoli di spesa come l’abbigliamento ed i magazzini generali. I mercati obbligazionari hanno risentito maggiormente della ripresa dei mercati azionari, una volta venuti meno i timori di eventuali ridimensionamenti temporanei dei carry trade. Il comparto decennale nella scorsa settimana si è pertanto mantenuto all’interno del range 4,60%-4,70%, in atto da metà aprile. Gli operatori speculativi nel frattempo hanno portato a nuovi record storici le posizioni nette corte sul comparto biennale. In settimana l’attenzione sarà focalizzata soprattutto sul dato sull’inflazione di domani. Per oggi l’eventuale continuazione del rialzo sul comparto decennale dovrebbe essere confinata al 4,68%-4,70%.

Valute: Dollaro nuovamente in deprezzamento verso Euro nella seconda parte della giornata di venerdì, confermando il trend primario in essere da inizio febbraio. Gli operatori speculativi continuano a presentare posizioni nette lunghe di Euro prossime ai massimi storici. La continuazione del trend di deprezzamento del biglietto verde potrebbe di tanto in tanto registrare prese di profitto da parte di tale categoria di investitori, senza però per ora negare il trend primario. Per oggi la principale resistenza si colloca a 1,358/1,36. Primo supporto a 1,348. Continua la debolezza dello Yen sui mercati valutari in attesa del dato preliminare sul Pil giapponese in programma il prossimo 17 maggio. Verso Dollaro la resistenza è a 120,55, mentre il supporto a 119,50 circa. Verso Euro il supporto si colloca intorno a 161,10, mentre le resistenze si collocano a 163 e 163,60.

Materie Prime: venerdì si è assistito ad un rialzo generalizzato delle materie prime, ad eccezione del cotone e del caffè. Positivo il prezzo del greggio dopo alcuni danni alla produzione africana a causa degli scontri in Nigeria, oltre ad uno sciopero di 2 giorni di protesta contro il risultato delle elezioni di aprile. Venerdì l’Iea ha invitato l’Opec ad aumentare la produzione entro l’estate per evitare un brusco declino delle scorte dei paesi principali consumatori di greggio. Bene anche gli industriali ed i preziosi. Tra gli agricoli forte rialzo del mais (+4,2%) dopo che il governo Usa ha dichiarato che nel 2007 la domanda sarà maggiore della produzione.

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