MA DOV’ E’
QUESTA CRISI?

5 Gennaio 2005, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Il fabbisogno di cassa al 31 dicembre è sceso a 41,5 miliardi di euro, con una diminuzione di 1,2% rispetto al 2003. Di conseguenza il deficit di cassa risulta del 2,8% del prodotto nazionale lordo. Ciò smentisce le previsioni pessimistiche, che erano state fatte, circa la manovra correttiva attuata dal Tesoro, ad agosto, quando la situazione era sembrata andare fuori controllo.

Il risultato è tanto più rilevante in quanto non si tratta del deficit di competenza, valevole per il bilancio del governo in sede europea. Spesso in passato il deficit ufficiale era sotto il 3 per cento, ma quello di cassa viaggiava sul 4. Con i dati del 31 dicembre, il divario fra i due deficit sembra essersi chiuso, anzi forse il disavanzo ufficiale è il 2,9 per cento del pil mentre quello di cassa è inferiore di un 0,1 per cento, cosa che negli anni passati non era mai accaduta. Al risultato ha giovato il saldo positivo delle entrate rispetto alle spese di dicembre, che è stato di 19 miliardi di euro, grazie a un flusso fiscale abbondante. Non è facile capire se il flusso di entrate sia stato favorevole a causa degli introiti dei condoni o del miglior andamento delle entrate ordinarie.

Ma in entrambi i casi se ne desume che l’economia ha avuto risultati positivi che le hanno permesso di dare al fisco un buon apporto. Se ne è giovato anche il rapporto fra debito e pil sceso al 104,8 per cento, di 0,4 punti rispetto al 2003. Non è un grande balzo, ma è pur sempre un miglioramento. D’altra parte non si può attribuire questo buon andamento a pressioni inflazionistiche, che – se ci sono state – hanno fatto lievitare più i prezzi che non il pil reale. Infatti l’inflazione, a dicembre, in Italia risulta al 2 per cento, contro la media europea del 2,1. Anche la disoccupazione in Italia è in contro tendenza rispetto a quella europea, in quanto è scesa a novembre al 7,6 per cento mentre, in paesi come la Germania, ha toccato il 10,3.

Infine la Borsa: in tutta Eurolandia sta andando bene. Ma mentre l’indice Msci europeo segna per l’Italia un rialzo del 15 per cento rispetto a fine agosto, quello per l’Europa nel complesso migliora del 10 per cento, in linea con Wall Street. Questi sono i dati. Non i sondaggi o le opinioni.

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