M5S: voto su Gambaro in diretta, referendum su Grillo

17 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I parlamentari del M5S decidono oggi sull’espulsione della senatrice ribelle Adele Gambaro, in un clima di tensione con l’ombra di una scissione dietro l’angolo ed i ‘pompieri’ all’opera.

Cosi’ mentre il sindaco di Parma Pizzarotti invita all’unita’, si moltiplicano le voci pro o contro provvedimenti punitivi. Se il capogruppo alla Camera Nuti pronostica che ‘alcune persone lasceranno il movimento’ ma non fa drammi, e il vicepresidente della Camera Di Maio parla di ‘compravendita’ di parlamentari, il deputato Curro’ e la senatrice Fucksia si schierano contro l’espulsione della collega.

“Siamo 53, rimarremo 53”, scrive su facebook la senatrice Alessandra Bencini riferendosi al numero dei componenti del gruppo parlamentare a palazzo Madama.

La riunione congiunta tra senatori e deputati del Movimento sul caso della senatrice che ha criticato Beppe Grillo per i risultati negativi per il movimento nelle scorse amministrative, sara trasmessa in streaming a partire dalle 17.

I parlamentari del M5S decidono oggi sull’espulsione della senatrice ribelle Adele Gambaro, in un clima di tensione con l’ombra di una scissione dietro l’angolo ed i ‘pompieri’ all’opera.

Cosi’ mentre il sindaco di Parma Pizzarotti invita all’unita’, si moltiplicano le voci pro o contro provvedimenti punitivi. Se il capogruppo alla Camera Nuti pronostica che ‘alcune persone lasceranno il movimento’ ma non fa drammi, e il vicepresidente della Camera Di Maio parla di ‘compravendita’ di parlamentari, il deputato Curro’ e la senatrice Fucksia si schierano contro l’espulsione della collega.

“Siamo 53, rimarremo 53”, scrive su facebook la senatrice Alessandra Bencini riferendosi al numero dei componenti del gruppo parlamentare a palazzo Madama.

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ROMA (WSI) – E’ il giorno della resa dei conti in casa 5 Stelle. A decidere le sorti della senatrice Adele Gambaro che in diretta su SkyTg24 aveva criticato Beppe Grillo e i suoi metodi di comunicazione, una riunione congiunta dei parlamentari grillini. Un faccia a faccia tra critici e fedelissimi della linea del leader che si svolgerà in tarda serata, probabilmente in diretta streaming. “E’ stata un’idea del gruppo di comunicazione”, fanno sapere dall’ufficio stampa, “ora stiamo cercando di organizzarci”. Un metodo che non tutti condividono e che metterebbe a tacere molte delle polemiche, probabilmente consegnando la scelta agli elettori: se infatti l’assemblea voterà per l’espulsione di Gambaro, sarà poi la rete con un sondaggio a ratificare la decisione.

L’impressione è che una parte dei parlamentari voglia risolvere la questione il prima possibile, così da evitare ogni massacro mediatico. Questa volta però sarà difficile liquidare il problema: quasi cinquanta secondo fonti interne, i parlamentari che sarebbero pronti a difendere la senatrice dissidente. Così il deputato Tommaso Currò, già noto per le sue dichiarazioni critiche, ha dichiarato al Corriere della Sera: “Mi auguro che nessuno venga espulso. Non mi piacciono i toni e i metodi che alcuni di noi hanno usato per diffamare chi esprime una critica. Non mi piacciono le denunce assurde. E’ una questione di principio e non di soldi. Non è stato commesso alcun reato, né violata alcuna norma”. I critici mettono sul tavolo alcuni problemi, come la libertà di espressione e la democrazia interna al Movimento: “La libertà di esprimere una critica deve essere indiscutibile, Adele ha esercitato uno dei suoi diritti. Se qualcuno lo vuole reprimere sbaglia. Alcuni vogliono che il Movimento sia un monolite ideologico”. In merito alle voci sulla fuoriuscita dal movimento e sulla costruzione di un gruppo autonomo al Senato, Currò conclude dicendo che “non c’è alcun gruppo, ma di sicuro c’è fermento. Qui nessuno si vuole dividere, ma vogliamo realizzare i progetti con metodi civili”.

I parlamentari sono divisi almeno in tre gruppi. Da una parte i fedelissimi, quelli che gli altri chiamano i “talebani” per la loro vicinanza a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, dall’altra i critici, quelli che mettono i discussione metodi e prese di posizione del vertice, ma che non hanno intenzione di schierarsi o prendere decisioni radicali. E infine il terzo gruppo dei più decisi, chi è pronto a fare le valigie e andare nel gruppo misto se le cose non cambiano. A frenare i radicali solo il numero esiguo: “non siamo più di sette o dieci”, raccontano, “per quello ancora non usciamo allo scoperto”.

La paura espressa da alcuni dei fedeli, è il fatto che ci possa essere una “compravendita di voti” da parte di altri schieramenti politici, così come denunciato tra le polemiche da Riccardo Nuti, capogruppo alla Camera. A confermarlo è il vicepresidente a Montecitorio, Luigi Di Maio in diretta su Rai Tre: “Compravendita? C’e’ il sospetto che ci sia. Nuti ne ha parlato con consapevolezza, io ho la stessa preoccupazione. E’ stato anche criticato dal Pd. Non ho capito se queste persone hanno la coda di paglia o se si sono sentite chiamate in causa quando noi non lo abbiamo mai fatto”.

E Riccardo Nuti, in un’intervista a Repubblica conferma: “Penso che alcune persone lasceranno il movimento. Questo non deve preoccupare né gli elettori né gli attivisti. La nostra priorità è lavorare per il programma e far conoscere le nostre proposte che da mesi sono coperte da questo tipo di dichiarazioni. Non credo che il Pd voglia cambiare maggioranza con qualche acquisto. L’obiettivo dei partiti è distruggere il M5S per fare lo stesso con il Paese”.

Un’ipotesi di fuoriuscite che potrebbe fare comodo ad altre forze politiche per immaginare nuove alleanze. “L’ipotesi”, commenta però Andrea Olivero, coordinatore di Scelta Civica a Repubblica, “di una nuova maggioranza con parte dei grillini è piuttosto lontana dalla realtà. E’ importante, e interesse di tutti, andare avanti. Credo invece che vale la pena di guardare ai movimenti fra i grillini. Noi saremo molti attenti alle istanze che vengono dai Cinque Stelle e alle cose che dicono le persone ragionevoli che stanno in quel movimento. Loro rappresentano nelle istituzioni istanze di cambiamento che noi consideriamo condivisibili, soprattutto in quella parte che chiede un cambiamento più radicale delle forme dello Stato, una lotta agli sprechi e il contrasto allo status quo che contraddistingue la politica”, afferma Olivero.

“Allora noi saremo leali al governo Letta, ma al tempo stesso crediamo che sia importante, un punto fermo, guardare, nell’ottica delle intese sulle riforme, ad altre forze che seguono questa linea”. Una cooperazione sulle riforme, sulla quale il gruppo potrebbe ragionare. “Durante il tentativo Bersani noi abbiamo detto no, ma se oggi persone del movimento si collocassero su linee più autenticamente riformiste si potrebbe ragionare”, ribadisce Olivero. “In ogni caso noi non vogliamo chiudere la porta al Movimento rispetto, per esempio, alle riforme istituzionali, che devono essere fate con maggioranze più ampie”.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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