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Lussemburgo, addio al paradiso fiscale

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Le holding finanziarie dovranno dire addio al paradiso fiscale lussemburghese. La Commissione Ue ieri giudica illegale il regime preferenziale di cui godono le società domiciliate nel piccolo Granducato che garantisce ”ingiustificati vantaggi fiscali ai fornitori di alcuni servizi finanziari”. Secondo Bruxelles, questo regime fiscale, in vigore dal 1929, viola l’articolo 87 del trattato Ue sugli aiuti di Stato, alterando la concorrenza e il commercio tra le imprese nel mercato dei servizi finanziari. Per questo il Lussemburgo dovrà abrogare questo sistema preferenziale entro il 2006 e tutte le holding si dovranno adeguare entro il 2010. La legge lussemburghese permette a società finanziarie, definite ”holding 1929”, di beneficiare di un regime fiscale estremamente favorevole, non assoggettando ad alcuna imposta i redditi di qualsiasi natura: redditi, capital gain, dividendi, interessi da obbligazioni e depositi bancari; inoltre, i dividendi e gli interessi corrisposti non sono soggetti a ritenuta alla fonte. Questo fa sì che negli anni molte società abbiano deciso di trasferire le loro sedi nel Granducato nel tentativo di aggirare i doveri fiscali previsti invece in altri Paesi. Alcune modifiche introdotte dal Governo lussemburghese con una legge del giugno 2005 limitano gli effetti della normativa del 1929, ma mantengono invariati tutti i vantaggi fiscali riservati alle holding. Da qui la decisione della Commissione di eliminare la situazione considerata anomala rispetto al resto dell’Unione europea. La soppressione del regime fiscale del Lussemburgo, commenta la commissaria Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, ”aiuterà a instaurare un maggiore equilibrio nell’industria europea dei servizi finanziari”. Molte multinazionali, tuttavia, che da tempo temevano questo richiamo all’ordine, già provvedono a cambiare il loro statuto trasformandosi in società di partecipazione finanziaria che sono sottoposte a imposta sul reddito, ma che in Lussemburgo continuano a beneficiare di una serie di vantaggi fiscali. Il ministro delle Finanze lussemburghese, Luc Frieden, in una conferenza stampa, annuncia che tuttavia, al più presto, proporrà una soluzione alternativa e giudica positivo che Bruxelles abbia concesso alle società un lasso di tempo di quattro anni per potersi riorganizzare. Secondo il ministro inoltre ”le holding finanziarie non sono poi così importanti in Lussemburgo, se non per quanto riguarda la gestione dei patrimoni familiari”. Tanto che il Governo proporrà nei prossimi mesi nuove modalità proprio per la gestione patrimoniale.