Luglio inizia male, effetto Moody’s e Cina sulle borse. Giù i futures Usa

1 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Mattinata pesante per le principali borse europee, in attesa di una serie di dati macroeconomici dagli Usa. I dati riguardano le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione, attese per le 14.30, l’indice manifatturiero Ism e le vendite di abitazioni (entrambi alle ore 16.00), mentre in serata sono previsti i dati sulle immatricolazioni di auto. Nel frattempo, i futures sul Dow Jones perdono 31 punti, quelli sul Nasdaq cedono 8,75 punti, quelli sullo S&P 500 arretrano di 3,90 punti.

Ma l’Europa sconta soprattutto il faro di Moody’s sul rating della Spagna e la nuova frenata della produzione industriale cinese. Pechino e’ al secondo calo consecutivo.

Riguardo alla Spagna, Moody’s ha posto il rating “tripla A” della Spagna sotto osservazione: l’azione è finalizzata a un possibile downgrade del rating sovrano della Penisola Iberica.

L’agenzia di rating ha deciso cosi’ per il peggioramento delle prospettive di crescita a medio e lungo termine, viste le sfide che il paese deve affrontare per raggiungere gli obiettivi fiscali e di riforme strutturali che si e’ posto, piu’ i crescenti costi di finanziamento per i rendimenti dei titoli di stato. Il declassamento potrebbe essere di uno o due gradini.

Proprio Madrid (-2,54%) indossa la maglia nera, dietro alle altre piazze finanziarie, il cui calo e’ comunque poco distante dai due punti percentuali. Sotto pressione le iberiche Ferrovial (-6,92%), Acciona (-5,14%), Endesa (-3,97%) e, in campo bancario, Bbva (-3,75%) e Santander (-3,27%).

Immediate le conseguenze anche sul mercato dei titoli di stato; il rendimento dei titoli di stato decennali spagnoli sale al 4,59% con un aumento dello spread sul rendimento dei titoli di stato decennali tedeschi (Bund) pari a 205 punti, il Bund rende infatti il 2,55%.

Intanto in calo a Londra Barclays (-3,47%) e a Parigi Credit Agricole (-3,59%), mentre scivolano le materie prime, che risentono dei timori di una contrazione della domanda da parte della Cina. Xstrata cede il 2,98%, Kazakhmys il 2,92%, Anglo American il 2,04%, Rio Tinto l’1,84% e Bhp Billiton l’1,85%.

Giù anche Piazza Affari, che vede l’indice Ftse Mib perdere l’1,70% circa.

Sul mercato valutario, scivola nuovamente la moneta unica dopo che ieri aveva recuparato terreno su dollaro e yen dopo le buone notizie giunte ieri dall’asta repo a più lungo termine della Bce che ha contribuito a dare un’iniezione di fiducia. Il cambio tra la moneta unica ed il dollaro si attesta a 1,2212 dopo la chiusura a di ieri a 1,2828.

Dal fronte macroeconomico, in agenda oggi è prevista la produzione ecosto lavoro in UK. Negli stati Uniti saranno resi note le richieste settimanali di sussidi disoccupazione le spese costruzioni e l’iSM manifatturiero di giugno e la vendita case pendenti di maggio.

Riguardo alle altre piazze finanziarie, da segnalare la chiusura in pesante calo per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha chiuso con una flessione dello 2,04%, a 9.191,60 punti in calo di 191,04 punti rispetto alla chiusura di ieri. Si tratta del minimo da sette mesi.